Stefano.

Ciao Stefano! A cosa stavi pensando? È questa la domanda che ho in testa, mentre cerco di trovare parole che possano rendere giustizia alla persona che sei. Parlò ancora al presente, nonostante tu non sia più qui da un paio di giorni, perché non si è ancora sedimentata l’idea che te ne sia andato.

Scorro i ricordi, e non riesco a trovare un momento passato con te in cui ci sia anche un briciolo di tristezza. Ci siamo sempre fatti grasse risate, insieme. Parlando del Milan, scambiandoci meme, ridendo delle battute scarse che faceva lo zio. Poi si poteva parlare di tutto, consigliarci film e serie tv, discutere di tecnologia, motori e tanta, tantissima musica. Continua a leggere Stefano.

Forse.

Ciao. Ho proprio pochi minuti. Ma devo parlare di una cosa che ultimamente mi brucia dentro. Una parola che, con il tempo, ho imparato ad odiare. Lo so, odio sembra esagerato come sentimento da provare per una parola, ma ti posso assicurare che solo a sentirla nominare mi viene l’orticaria. Sicuramente la conosci e qualche volta l’avrai pure usata. Come biasimarti, l’ho fatto anch’io per molto tempo. Poi ho deciso di cambiare.

L’avrai sicuramente già capito dal titolo, ma se la cosa non fosse ancora ovvia, la parola incriminata è “forse“. Il vocabolo più insipido della lingua italiana. Perché tanta avversione verso queste cinque lettere? Perché con il forse non si va da nessuna parte. Chiunque lo pronunci, secondo me, si ritrova immediatamente in uno stato di incertezza. Ma vediamo questa mia teoria in un esercizio pratico. Continua a leggere Forse.

SPERANZA.

Chi vive sperando, muore cagando. Non so perché, ma stamattina mi sono svegliato con questa frase in testa. Ho ripensato per un attimo a dove potevo averla sentita, e la memoria mi ha riportato ad un pomeriggio a scuola durante un’ora di storia. Stavamo studiando Lutero, e mi sembra di ricordare che a un certo punto della vita quest’uomo abbia avuto una faida con Erasmo (quello da Rotterdam per capirci), e per prendere in giro il suo modo di vedere le cose, abbia usato questa frase. Continua a leggere SPERANZA.

AMBIZIONE.

Ho ricominciato a scrivere. Ma questo l’ho già detto. La mia penna s’è fermata per un paio d’anni, e ci ho provato a smettere. Diciamo pure che ci son riuscito. Per un po’. Se c’è una cosa però, che non ho mai saputo spegnere, è sicuramente il mio cervello. Ho smesso di scrivere, ma mai di pensare. Continua a leggere AMBIZIONE.

Obiettivi.

Oggi voglio parlarvi di una cosa che ritengo molto importante. Un fattore vitale per chi vuole raggiungere il successo. Gli obiettivi. Ma veniamo subito al dunque. Perché, vi starete chiedendo, definisco l’avere degli obiettivi una cosa vitale per avere successo? La risposta è molto semplice, senza di essi non abbiamo una ragione abbastanza forte per affrontare gli ostacoli che la vita ci pone di fronte. Ma cerchiamo di essere un po’ più specifici. Cos’è un obiettivo? Continua a leggere Obiettivi.

A.S.A.P.

Ieri ho deciso di ricominciare a scrivere. Che poi, “ricominciare”. Uno non smette mai veramente di scrivere. Almeno, per me è così. Sebbene io non scriva con continuità su questo blog da almeno due anni, mi capita molto spesso di pensare frasi che mi piacerebbe vedere impresse su carta. Oppure mi trovo a fare dei ragionamenti e dire: “Di questa cosa varrebbe la pena parlarne, scrivi un post cazzo!” Poi, puntualmente, mi perdo nelle vicissitudini della vita e non concludo. Continua a leggere A.S.A.P.

EVOLUZIONE.

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“Non esistono i supereroi, ma solo persone abituate da troppo tempo alla maschera che portano.”

Con questa frase si concludeva un mio pensiero del 2014. Dopo aver passato più di un anno a pubblicare articoli su un blog, avevo maturato una certezza: Tutti, chi più chi meno, siamo soggetti alla fragilità. E come ci sono arrivato? Scrivendo solo cose felici e ottimiste per un periodo prolungato!

Mi sentivo spesso triste, e pur di produrre un pezzo che sarebbe piaciuto al mio pubblico, Continua a leggere EVOLUZIONE.