Just Keep Moving #029

Oggi sono stanco. L’orologio del computer segna le 18:50, e se davvero esistono giornate più lunghe di altre, questa è sicuramente una di quelle. Vi confesso che provo un po’ di vergogna nel dire che sono stanco, perché ho l’impressione che suoni come un lamento, ma ho deciso di scriverlo comunque. In un post precedente ho detto che avrei raccontato la professione dell’imprenditore nella maniera più sincera possibile, e scrivere slogan motivazionali, oggi, sarebbe una grandissima menzogna. Mi sento soddisfatto di ciò che ho fatto durante la giornata, ma allo stesso tempo sono davvero prosciugato. Ho chiuso e aperto il computer una decina di volte, indeciso se scrivere o meno. La solita vocina mi diceva di farlo domani, ma siccome ho imparato a mie spese che ascoltarla non porta nulla di buono, eccomi qui a buttar giù due righe.

Giornata lunga, dicevo. È iniziata stamattina presto mentre cercavo di smaltire i residui della cena di ieri al ristorante indiano (il chicken tikka è la cosa che più al mondo si avvicina al nettare degli dei, finché non devi digerirlo) e mi preparavo a farmi tatuare l’ennesimo capolavoro di Davide. La mattinata è stata dedicata a quello, e dopo quattro ore letteralmente volate (e un frullato proteico al volo) mi sono buttato a capofitto nel lavoro.

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Dovrei scrivere più spesso

Dovrei scrivere più spesso, ma questo lo sappiamo. Lo so io, e lo sapete voi.

Dovrei scrivere più spesso, scrivere del mondo, narrare ciò che vedo, e raccontar la terra, con gli occhi di un bambino.

Dovrei scrivere più spesso, e meravigliarmi un poco, bearmi del creato, di tutto ciò che esiste. Continua a leggere Dovrei scrivere più spesso

Caldo.

Non so più come iniziare a scrivere, mi chiedo il perché.

Sarà il caldo che mi inceppa il cervello? Non lo posso dire con certezza, ma credo che le temperature di quest’estate alimentino non poco il mio blocco dello scrittore. Scrivere è già dura se ti trovi in un ambiente climatizzato, figuratevi in mansarda mentre il sole cerca di cuocervi a fuoco lento. Le parole non arrivano, fissi lo schermo del computer per ore e non porti a termine nulla. Mille idee in testa senza mai trovare le parole giuste per iniziare a raccontarvele. A meno che, non cominci lamentandomi del caldo.

Cinque righe rapinate, ma almeno ho rotto il ghiaccio. E io a rompere, sono bravissimo.

Tornando al problemino di cui vi ho parlato prima, sono convinto che la colpa sia da imputare al fatto che non sono più la stessa persona che scriveva due anni fa. Mi sono evoluto, o per meglio dire, sono cresciuto.

Non penso più come facevo allora, non guardo più il mondo allo stesso modo. Un tempo gli anni che passavano non erano altro che gradini in meno verso i traguardi che mi ponevo, come il patentino del motorino a quattordici anni o la patente della macchina ai diciotto. Volevo diventare grande per avere acceso ai benefici che arrivano con all’età adulta, ignaro del fatto che c’è il bello e il brutto in ogni cosa. Se a diciotto anni ti senti padrone del mondo, a ventiquattro capisci che non sarai giovane per sempre. Almeno così è stato per me.

Il vecchio Marqo mi sta stretto perché non capiva l’importanza del presente, viveva e parlava come se non sarebbe mai morto. Tutto gli sembrava troppo bello per essere vissuto nella sua “condizione”, ogni giorno preferiva i sogni alla vita vera solamente perché terrorizzato da quello che sarebbe potuto succedere se le cose non fossero andate come le aveva programmate. Povero scemo, la vita non è programmabile.

Come puoi aspettare “d’essere pronto” in un gioco che sei nato per giocare? La vita è un soffio, e chi se lo dimentica finisce col rimpiangerla.

Ora lo so. La vita è mia e voglio viverla alle mie condizioni, senza riserve. Fare il meglio con quello che mi è stato dato, e iniziare a farlo ora. Senza esitazione, paura di sbagliare o di non essere all’altezza.

Così da essere, finalmente, libero.

Il Primo Marzo.

Ciao a tutti, mi chiamo Marqo e scrivo cazzeggio su questo blog da più di un anno. Oggi ricorre l’anniversario della capriola che sei anni fa mi ha fatto conoscere un ambiente che mai avrei voluto scoprire, e come ogni anno ho una sensazione di disagio allo stomaco paragonabile solo alla peggiore delle hangovers. Ci penso e mi ripeto: “Quanto va veloce il tempo, sono davvero passati sei anni?” A me sembra sia successo ieri! Continua a leggere Il Primo Marzo.

Buon Natale.

Santa

Questo post ha tormentato la mia notte, sono andato a letto alle 2 e non sono riuscito ad addormentarmi per molto tempo. Ho continuato a pensare al Natale, allo spirito con cui lo si affronta e alle parole da utilizzare per descrivere come mi sento in questo momento. Sono stato sdraiato nel letto a fissare il soffitto e a maledire la paralisi che mi inchiodava li, impedendomi addirittura di “catturare” i miei pensieri con l’inchiostro in un’agenda. Continua a leggere Buon Natale.

Ergastolano.

Sleepwalking.Che cos’è una lesione midollare? Se me l’avessero chiesto sei anni fa, quando la mia preoccupazione più grande era avere il motorino funzionante per il weekend, non avrei saputo rispondere. Non sapevo nulla della vita ed ero ostinatamente convinto del contrario, ma questo chi legge Marqo da un po’ di tempo già lo sa. Che cos’è una lesione midollare? Se me lo doveste chiedere oggi, quando muovere un dito è diventato difficile come spostare una montagna, rispondervi sarebbe davvero facile. Potrei darvi una spiegazione ancora più dettagliata di quella che vi darebbe un medico, perché la vivo sulla mia pelle ogni giorno. Continua a leggere Ergastolano.

Non è giusto.

Oggi è una giornata in cui nulla sembra andare per il verso giusto, oggi sono stufo di essere positivo, oggi sono stufo di essere tetraplegico. Dovrei essere il primo a mettere in pratica le cose che scrivo, invece preferisco comportarmi da persona immatura per crogiolarmi nella rabbia e nel dolore. Stare così mi logora nel profondo, uccide tutte le mie speranze e fa crescere le mie paure, perché stare al computer di fianco a una finestra e poter soltanto guardare il mondo senza viverlo mai veramente è una punizione troppo grande, è una sensazione che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Continua a leggere Non è giusto.