Il Primo Marzo 2.0

Bene. Comincia a scrivere. Che poi, bene? Sei sicuro sia questa la parola esatta per iniziare il post di oggi? Proprio il 1 marzo? Proprio oggi che ricorre l’anniversario della tua lesione midollare?

Se mi stai seguendo da un po’, saprai che il 1 marzo 2008, a causa di un salto mortale sui tappeti elastici, sono rimasto in sedia a rotelle. Per essere più precisi, non è che ho saltato e sono finito su una sedia a rotelle. Non ho completato la rotazione, e sono atterrato sulla testa. Il peso del corpo ha fatto leva sulla spina dorsale che si è spezzata all’altezza della quarta e della quinta vertebra cervicale. La conseguenza è stata una lesione irreversibile al midollo spinale, e la perdita totale del controllo del corpo, dalle spalle in giù.

Oggi ricorre l’anniversario di quel giorno. Sono passati esattamente 10 anni. E più ci penso, di questa cosa mi lascia senza parole. Sì perché, 10 anni sono veramente un lasso di tempo lunghissimo. Se lo paragoniamo poi all’età che avevo nel 2008, quindi 16 anni, si parla di più di metà della mia esistenza. Cioè, 10 anni prima di quel giorno, di anni ne avevo sei e stavo frequentando la prima elementare.

Oggi, che di anni ne ho 26, mi chiedo come abbia fatto il tempo a passare così veloce. Com’è possibile che più di un terzo della mia vita mi sia scivolato sotto gli occhi senza che quasi me ne rendessi conto? Me lo chiedo perché davvero sembra ieri che venivo ricoverato a Milano, che abbandonavo il banco dell’Itis di Cremona, che non vedevo più i miei compagni di classe, Verolanuova, casa mia.

Sembra ieri che guardavo al futuro con incertezza e paura, sicuro che la vita sarebbe stata un Inferno.

Eppure è successo. Il tempo è passato. E nel bene e nel male, mi ha insegnato tanto. Forse più di quanto avrei voluto, ma non mi è stato dato di scegliere.

Quindi sì, ad oggi, bene è la parola esatta con cui cominciare questo post. Perché davvero, sono sereno. Non mi spaventa il futuro, o quello che potrebbe riservarmi. Arriveranno il bello e il brutto, il sole e la pioggia, la calma e la burrasca. Io starò qui, capitano della mia nave, a mantenere la rotta. E in un battito d’ali, sarà passato un altro anno.

17 pensieri su “Il Primo Marzo 2.0”

  1. Capitano, mio Capitano (Cit. Dead poet’s society n.d.r.) sei linfa vitale per tutti i giovani, indipendentemente dalla sedia a rotelle! Dovrebbero leggerti TUTTI una volta al giorno, almeno! E poi, hai insegnato tanto anche a me, che giovane proprio non sono!!!

    1. Grazie Marta ! i tuoi commenti sono sempre i più apprezzati! Chissenefrega se, come dici tu, non sei più tanto giovane, l’importante è l’età mentale!

  2. Mi fa sempre lo stesso effetto leggere le tue parole.. e ogni volta che finisco di leggere un tuo post mi sento sempre più arricchita, piena di pensieri nuovi, piena di quell’emozione indefinibile che ti fa sentire il cuore esplodere!
    Grande!
    E grazie!

  3. Lo dicevano anche gli 883 “Non sembra anche a te che il tempo accelleri?/a sedici anni un anno dura una vita/poi a trenta sei già lì…”. Piacere di averti conosciuto.

    1. Come ho già fatto con i tuoi altri commenti, rispondo innanzitutto ringraziandoti per i complimenti! Per rispondere alla tua domanda, non ho mai pubblicato libri ma ne ho uno ultimato al 90% che prima o poi pubblicherò sicuramente!
      Qui puoi trovare gli articoli che ne documentano la scrittura:
      http://marqo.it/category/jkm/

    1. Il libro si propone di fungere da lenti alternative con cui guardare il mondo da un’altra prospettiva. Nell’insieme tratta il mio percorso di vita, dal giorno in cui sono rimasto in sedia a rotelle al presente, raccontando le amicizie, le esperienze e i dolori che mi hanno plasmato nella persona che sono oggi.

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