Just Keep Moving #011

Ciao! Quanto ti sono mancato da uno a 10? Come dici? 11!?! Incredibile, hai scelto lo stesso numero di questo post. Che caso.

Momenti di apparente pazzia a parte, oggi questa serie raggiunge l’undicesimo episodio. Che è anche il numero di maglia vestito dal giocatore del Milan che più ho amato, Zlatan Ibrahimovic. Pensa che un giorno l’ho pure incontrato in aeroporto, ma questa è un’altra storia.

Ma veniamo a noi. La domanda è sempre una, cioè come sta andando la scrittura del mio libro. Ed oggi, dopo ben 10 episodi di continuo progresso, dico con una punta di colpevolezza che, dall’ultimo post, non ho prodotto nulla di nuovo. A questa confessione, segue una spiegazione ben precisa, che non si propone in nessun modo come scusa. È un’affermazione. Non ho scritto nulla negli ultimi due giorni, perché ho lavorato, assieme alla mia organizzazione, ad una qualifica che ho in cantiere dall’anno scorso. E con una punta di orgoglio, aggiungo che l’abbiamo portata a termine!

Nonostante io sia stato fisicamente e mentalmente impegnato in un altro progetto, nel tempo libero ho pensato lo stesso a Venti Decimi. Non tanto focalizzandomi su ciò che avrei scritto, ma me lo sono immaginato finito, rilegato in una splendida copertina. Mi ha fatto proprio un bell’effetto.

Ho preso una decisione, cioè che tu e tutte le altre persone che leggono questi post, avrete la possibilità di aiutarmi a compiere scelte che hanno a che fare con il mio libro. Come la scelta della copertina, ad esempio.

Per ora mi fermo qui, anche se questo undicesimo episodio non mi soddisfa più di tanto. Ci sto rimuginando sopra da troppo, e di questo passo finirei col non pubblicarlo. L’avevo detto all’inizio, che avrei scelto la costanza alla perfezione. E non voglio smentirmi. Ergo, ci becchiamo venerdì!

2 thoughts on “Just Keep Moving #011”

  1. Ciao Marqo,
    la nascita di un libro in fondo, è un po’ come la nascita di un bambino: ci sono fasi e momenti in cui l’ideazione corre frenetica, veloce e incontenibile. Quelle sono le contrazioni, ad esse seguono momenti di pausa più o meno lunghi, in quei momenti probabilmente si produce meno ma sono necessari, anzi assolutamente indispensabili per dare nuovo vigore e per dare vita una nuova e vivace fase creativa ovvero una nuova contrazione. Alla fine il risultato sarà la nascita di uno splendido bambino oppure, nel tuo caso, di uno splendido libro, ne sono più che certa. Ben vengano quindi anche i momenti “off” 😉
    In tutto ciò saremo ben felici di contribuire all’opera con qualche piccolo dettaglio, magari qualche idea fantasiosa sulla realizzazione della copertina.

  2. Non l’avevo mai guardata da quel punto di vista, ma hai proprio ragione, è un po’ come se stessi facendo un bambino. E come qualcuno che diventa genitore per la prima volta, le piccole cose che non conosco mi sembrano montagne. Grazie per il tuo prezioso consiglio, d’ora in poi guarderò questi piccoli momenti di “inattività” in una maniera completamente differente.

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