Just Keep Moving #022

Ciao! Ti ricordi di me? Come no? Sono io, Marqo con la Q! Quello che scriveva tempo fa, su questo blog disperso nell’etere. Quello bello, simpatico, accattivante, modesto e moderatamente disabile. Quello che ti aveva promesso che avrebbe continuato a scrivere! Ancora niente? Vabbè, fa nulla. Mi dispiace, ma non posso biasimarti. Hai tutte le ragioni di questo mondo! Sono stato assente per troppo tempo, è normale che il mio ricordo sia svanito. Ma veniamo a noi.

Cominciamo questo post, dicendo che ho la febbre. Il 2 Agosto, ho la febbre. Lungi da me lamentarmi, ma non posso fare a meno di pensare che l’universo abbia davvero un umorismo bastardo. Ah, fa anche molto caldo! Te ne sei accorto? C’è per caso stato qualcuno, che ha puntualizzato questo fatto sulla tua bacheca di Facebook? Ma quanto sono belli i social?

Va bene, la smetto di fare la zitella, e vado al sodo. Immagino che la prima domanda che ti stai ponendo, è perché io abbia smesso di scrivere! La risposta, è che ho intrapreso un progetto assai impegnativo. Un’avventura elettrizzante, che una volta attuata, cambierà la vita a moltissime persone. Ci devo dedicare del tempo, e ho deciso di rubarlo a questo blog. Detto ciò, se pensi che io abbia smesso di scrivere, sono felice di dirti che non è così. In una forma, o nell’altra, ho sempre scritto. E questa cosa ha fatto sì che la mia mano restasse calda quanto basta, da terminare la prima bozza del libro.

Proprio oggi, considerato il fatto che sarò fermo per 10 giorni, ho iniziato a revisionarla. E più la leggo, più mi torna alla mente il perché odiassi rileggere i temi che scrivevo alle superiori. Ero addirittura arrivato al scriverli  direttamente in bella, così da risparmiarmi questo supplizio. E la ragione, se voglio essere onesto, è che mentre traspongo i miei pensieri in forma scritta, mi sembrano delle perle, quando in verità, è così molto raramente. E questa cosa, a uno che scrive, fa male.

Ho creato un file a parte, che ho intitolato “Review”, su cui sto appuntando tutte le parti che voglio modificare, o riscrivere, con dei commenti che mi aiuteranno nel processo. Per semplificare il tutto, ho evidenziato queste parti, in rosso.

Detto questo, non va tutto male. Anzi. Ci sono parti del libro che mi soddisfano, e non hanno bisogno di ritocchi. Sono scritte bene, in maniera semplice e diretta. L’obiettivo che mi sono prefissato fin dall’inizio, per Venti Decimi, è che il messaggio che voglio passare, lo faccia in maniera semplice e coincisa. Non voglio appesantire il racconto con paroloni, o inserendo parti così complicate da apparire incomprensibili ai lettori, per il gusto di avere un librone.

È la semplicità ciò che rincorro, e che voglio per questo libro.

Seguiranno aggiornamenti.

Conteggio parole di Venti Decimi: 22529

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