Just Keep Moving #024

Buongiorno, e buona domenica. Quello che seguirà, sarà un breve aggiornamento sul progresso di Venti Decimi. Ci eravamo lasciati nell’ultimo post, con io che raccontavo come avessi individuato 65 punti da rivedere, o riscrivere, nella prima bozza del libro. Era il 27 agosto, e mi trovavo al punto numero 10. Ad oggi, sto iniziando a rivedere il punto numero 44, il che significa che tra 21 punti, la bozza sarà terminata, e pronta per essere letta.

Quando pronuncio la parola “terminata”, provo una sensazione che definire strana, sarebbe un eufemismo. È un misto di incredulità e orgoglio. Mi è stato detto che scrivere un libro, è un po’ come fare un figlio, e non potrei essere più d’accordo con questa affermazione. Un po’ come un genitore, che incredulo guarda il figlio affrontare la vita senza fare troppi danni, e si chiede come sia possibile che qualcosa di tanto bello, sia venuto dal casino che è lui stesso, così io quando penso al momento in cui avrò Venti Decimi tra le mani. Il solo fatto di essere tanto vicino al completamento di qualcosa che non credevo fosse possibile, mi stordisce.

Comunque, il focus negli ultimi giorni è stato rendere fluida la storia, aggiustando e riscrivendo i punti identificati per rendere più piacevole la lettura. Ciò che voglio per questo libro, oltre al fatto che passi il messaggio che intende portare, è che sia ben scritto. Non deve stancare il lettore, né confonderlo. E per ottenere questo risultato, sono convinto che la chiave sia cercare di essere il più semplice possibile. Se sarò riuscito nel mio intento, potrò dirmi soddisfatto.

Oltre al libro, in questi giorni ho pensato un po’ anche a questo blog. Mi sono accorto di avere 93 post tra le bozze, che non ho mai pubblicato. Se ti stai chiedendo perché, la risposta è che a volte scrivo pensieri così intimi, da spaventarmi. Lascio la freccia del mouse su “pubblica” per qualche minuto, ma finisco sempre con il cliccare su “salva come bozza”, aggiungendo l’ennesimo post alla mia collezione di articoli privati. Stamattina, mentre li rileggevo, ho pensato che mi piacerebbe sottoporli all’occhio di un lettore, condividerli con qualcuno per capirci.

Da questo ragionamento, ho deciso che in futuro creerò una sezione nascosta di Marqo, accessibile tramite username e password, per quelli che vorranno scoprire la parte più privata dei miei pensieri. Queste persone potranno conoscermi più a fondo, ed io potrò dare libero sfogo ai miei pensieri.

Più passa il tempo, più pubblico post, più questo blog diventa la rappresentazione cibernetica del mio cervello, e la cosa mi piace tantissimo. È la dimostrazione che il cambiamento è possibile, e rende questa verità tangibile. Chissà cosa diventerà in futuro.

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