Just Keep Moving #025

Ciao! Quello che seguirà, sarà un breve aggiornamento su quanto è successo in questi ultimi mesi. Ho deciso di includere questo post nella serie JKM, anche se non è strettamente legato alla scrittura di Venti Decimi, perché parlerà di movimento.

Mi fa sempre sorridere il titolo che ho dato a questa serie di articoli, se considero il fatto che di movimento, in senso fisico, non ne posso fare. Suona come una battuta, una di quelle che sparo a bruciapelo per vedere disegnarsi sul volto della persona che ho di fronte, un’espressione scandalizzata. Eppure, nonostante la leggerezza di questa affermazione, mi basta sussurrarmela di tanto in tanto, per sapere che sto andando nella giusta direzione. Sono tetraplegico, eppur mi muovo. In un tortuoso percorso che ho iniziato quasi 11 anni fa, accorgermi di non esser fermo, mi gratifica immensamente. Ho tantissime frecce nella mia faretra, alcune buone alcune no, e intendo scagliarle una dopo l’altra, in direzione del Mio bersaglio. Mi chiedo se un giorno avrò imparato abbastanza da poter aiutare chi, a muoversi, proprio non ci riesce. E mi auguro di sì.

Ma torniamo a noi. Movimento a parte, forse vi starete chiedendo che fine ha fatto il progetto del mio libro. Dopo mesi di produzione, e conseguente movimento, si trova in stallo. Direi che un buon 70% è stato completato, la scrittura fila ed io ne sono soddisfatto. Il 30% restante, è scritto ma necessita ulteriore revisione, o come sospetto, totale riscrittura. Morte improvvisa a parte (se ti stai toccando o facendo altri gesti scaramantici, ricordati che la morte tocca a tutti, e a nessuno è dato sapere quando arriverà), sento di avere abbastanza tempo per posporne la revisione a tempi in cui vi potrò dedicare il 100% della mia attenzione, così da produrre qualcosa che mi soddisfi veramente.

Ad oggi, le mie giornate, sono interamente dedicate alla realizzazione del progetto più ambizioso che mi sia mai posto, che credo di aver già accennato negli articoli precedenti. Sebbene questo non comporti particolare sforzo fisico, la mole di lavoro mentale è davvero tanta, e assorbe la maggior parte dei miei pensieri. Ci sono infiniti ingranaggi da oliare, persone da vedere, strategie da preparare. Come sempre, lungi da me lamentarmi. Sono estasiato all’idea di poter rivelare presto al mondo questo mio progetto, e osservare quali frutti ne nasceranno. Tra un paio di mesi, forse prima, vi racconterò tutto.

Per chi non lo sapesse, ho anche iniziato a fare video. Dopo anni e anni di scuse e alibi, ho deciso che era ora di buttarsi, e così ho fatto. Ho scoperto che mi piace molto montarli, e vedere l’effetto che hanno su chi ne fruisce. Ne ha pubblicati tre, ma il piano d’azione per il futuro è produrne uno a settimana. Ho ancora tantissimo da imparare, dal setting delle luci, alle tecniche di editing, stili comunicativi eccetera. La chimera che inseguo, e che mi auguro non lo si ancora per molto, è trovare il mio format. Per ora l’idea è di parlare di temi svariati, che spaziano lungo tutti i miei interessi, ma mi riservo di cambiarla in futuro.

Per quanto riguarda la sfera emotiva, credo di aver scoperto cosa effettivamente sia lo stress. Il 2018 è stato, per ora, una montagna russa di emozioni. A picchi di estasi totale, sono seguiti momenti davvero duri, che nonostante le mie “spalle larghe”, credo abbiano avuto un certo impatto su di me. Non me ne rendo conto durante il giorno, forse perché mi muovo, ma di notte. Sono mesi che, salvo qualche sporadica nottata tranquilla, faccio incubi assurdi. È come se Morfeo caricasse un proiettore con le peggiori diapositive che ha a disposizione, e le sparasse a ripetizione nella mia testa. Mi sveglio sempre ricordando gli incubi a frammenti, e con una sensazione spiacevole nello stomaco. Se tra i lettori del blog c’è qualche esperto, che mi può spiegare la causa di tutto questo, e magari propormi una soluzione al problema, è pregato di farsi avanti!

Chiudo questo post ringraziando pubblicamente Jeff Bezos (che è sicuramente tra i lettori di marqo.it) per aver creato Audible, che si sta rivelando una piattaforma davvero fantastica. In questo periodo mi sono ascoltato le biografie di Leonardo da Vinci e Elon Musk, insieme a diversi libri sulla leadership scritti dai due Navy Seals più cazzuti del pianeta.

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