Just Keep Moving #028

Ciao! Quello di oggi sarà il 28º episodio della serie JKM, e il tema di questa puntata sarà il Public Speaking.

Entro subito nel vivo del discorso, e vi spiego come mai ho scelto il termine “Public Speaking” (volutamente in inglese) e non “parlare in pubblico”. La risposta è molto semplice. Ho scelto il termine inglese, perché questa professione in Italia non esiste. O almeno, esiste da molto poco. Ed essendo una professione più che prematura, quasi non viene riconosciuta.

I pochi italiani che la praticano, i cosiddetti public speaker, definiscono se stessi attraverso la terminologia inglese. Che tu lo faccia da una piattaforma online, o da un palco, non ti classificherai mai come parlatore pubblico, ma come speaker.

Ma cosa fa, nella pratica, uno speaker? Lo dice la parola stessa, parla! Viene definito speaker, chiunque trasmetta un messaggio a un gruppo di ascoltatori, usando le proprie parole. Ne esistono di diversi tipi, da quelli che lo fanno in pubblico (cosiddetti public speaker), a quelli che lo fanno attraverso il microfono di una radio (speaker radiofonici), a quelli che lo fanno per trasmettere motivazione (speaker motivazionali), eccetera. Il fine comune di tutte queste figure, è sempre e soltanto comunicare un messaggio a chi le sta ascoltando.

So dell’esistenza degli speaker da diversi anni, ma li ho visti in azione per la prima volta solo tre anni fa. L’azienda di integrazione e benessere con cui collaboro, dà la possibilità di diventare speaker a chiunque si voglia mettere in gioco. Durante la mia carriera, ho visto diverse persone iniziare questo percorso (che tanto spaventa l’uomo comune) in maniera impacciata, e diventare nel tempo, veterani del palco. La loro sicurezza e disinvoltura, esibite con tutta naturalezza del mondo, mentre spiegavano l’importanza di una corretta nutrizione a una platea di più di 600 persone, mi ha subito affascinato. E dal primo giorno ho deciso che anch’io, prima o poi, avrei fatto parte di quell’eletta schiera.

A distanza di un anno e mezzo, ho raggiunto quell’obiettivo, e l’iniziale infatuazione si è trasformata in una cotta bella e buona. Parlare in pubblico, quel giorno, ha risvegliato in me emozioni sopite da tantissimo tempo. Estasiato, sono sceso dal palco ed ho promesso a me stesso che quella volta, non sarebbe stata l’ultima.

Promessa che posso ritenere, finora, mantenuta. Da quel giorno, sono salito sul palco diverse volte, e negli ultimi mesi l’ho fatto con frequenza assai maggiore. L’ultima è stata quella di domenica, in cui non c’era un palco, ma 60 adolescenti ad ascoltare le mie parole. Sono stato invitato dal Don del mio paese a tenere il secondo di tre incontri, che avevano come tema la resilienza e la santità.

Cosa ci sia in comune tra me e la santità me lo chiedo da quando mi hanno comunicato il tema dell’incontro, ma dubbi esistenziali a parte, posso ritenermi soddisfatto di come è andata la serata. Ai ragazzi, ho raccontato la mia storia, descrivendo nel dettaglio tutte le difficoltà che ho dovuto affrontare, per ritrovarmi dove sono oggi. La parte è durata 45 minuti, più un quarto d’ora circa di domande (totalmente inaspettate ed estremamente gradite, vista la loquacità praticamente inesistente degli adolescenti in serate simili a questa).

Sono tornato a casa felice, e nonostante l’ansia provata (che provo ogni volta che mi accingo a salire su un palco), ho la certezza di voler continuare questo percorso, e riuscire in futuro, se possibile, a trasformarlo in una professione.

Cosa sia ad attrarmi così tanto di questo mondo, non credo di saperlo spiegare in maniera razionale. Anche perché, non c’è una risposta sola! È un mix di emozioni, e sensazioni. Prima fra tutte, quella di impattare positivamente sulla vita delle persone. Che le tue parole impattino in maniera positiva o no, dipende naturalmente dal messaggio che trasmetti. Anche Hitler e Mussolini parlavano in pubblico, e il loro messaggio era l’antitesi del bene.

Ma la giusta storia, e le parole corrette, possono risvegliare gli animi delle persone che la ascoltano.

E se toccano le giuste corde, cambiargli la vita per sempre.

Ci trovo magia in questo fenomeno, ed estrema gratitudine al pensiero di esserne l’artefice!

6 thoughts on “Just Keep Moving #028”

  1. Chiunque abbia avuto, abbia o avrà la fortuna di conoscerti avrà la sua vita “cambiata” per sempre! Non può essere diversamente!

  2. E se toccano le giuste corde, cambiargli la vita per sempre.

    Senza nemmeno saperlo più volte ho cercato il coraggio (di cambiare, di accettare le cose) fra le tue righe. Di sicuro non sei indifferente sulla vita di chi ti legge e se oggi sono quella che sono sicuramente, se pur in minima parte, lo devo a te.

  3. Caro Marco condivido nel profondo il tuo desiderio di essere speaker…
    quando ne ascolto qualcuno incantare ed emozionare ecco penso subito che anch’io voglio essere così!!
    resta da chiedermi se l’ho mai deciso🤔… desidero o obiettivo????🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈🙈

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