Mi sono ricordato di essere in sedia a rotelle

Stavo scendendo in ascensore, e nelle vetrate che lo circondano, ci ho vista riflessa una persona. Con un’espressione familiare, quel ragazzo mi fissava dritto negli occhi. Non sorrideva, ne pareva triste. Se ne stava lì, a ricambiare il mio sguardo, senza dire una parola. Guardandolo attentamente, l’immagine si è fatta più nitida, ed ho potuto scorgere particolari, nascosti fino ad un attimo prima. Aveva due grandi occhi azzurri. Mi è parso di capire, che avesse gli occhi stanchi.

Dove ti ho già visto? Mi sono chiesto. Cosa ti porta da queste parti? E perché non ti alzi in piedi?

Silenzio.

Un minuto, due, una vita.

Sbam!

La realtà delle cose mi investe in un secondo. E finalmente ho capito. Quel ragazzo, sei tu. Anzi, sono io.

Sono rimasto lì, stordito.

Mi sento sempre in imbarazzo, quando mi rendo conto di essermi dimenticato di essere in sedia a rotelle. Mi sento un ingenuo. Un po’ come quando, da bambino, capivo di aver creduto a una favola tanto frivola da essere impossibile.

Penserai, come hai fatto a dimenticartene?

Vorrei poter rispondere, ma la verità è che non lo so nemmeno io. Penso che sia un meccanismo di difesa della mente, che trasforma in normalità anche la situazione più sconvolgente. Come per le persone che vivono in zone di guerra, che al suono di un ordigno che esplode, non battono ciglio. Questa situazione è la realtà che vivo ogni giorno, e che in mancanza di un’alternativa, è diventata quotidianità.

E mentre scrivo queste parole, non posso fare a meno di pensare che arriverà il giorno in cui, tutto ciò che sono stato prima della sedia a rotelle, non me lo ricorderò più. Svanirà nel tempo, il distacco tra il prima e dopo, tra l’adolescenza e l’oggi. Non ci sarà più un Marco che cammina, ed uno che se ne sta seduto. Si fonderà tutto, e non sarà più nulla, se non ,Vita.

Questa sera, mi sono ricordato di essere in sedia a rotelle.

13 pensieri su “Mi sono ricordato di essere in sedia a rotelle”

  1. Ti sento molto vero..
    Il modello che va adesso per le persone con disabilita è l eroe, persona che nonostante una sfortuna fa cose incredibili, diventa un modello per tutti, sempre allegro, sempre gentile..
    Beh sinceramente io non ci credo, vorrei vederlo quando resta solo in camera…

    1. Esatto, il rischio che si corre dipingendo le persone disabili come hai appena descritto è proprio quello di trasformarle in automi, quando la realtà è che sono esseri umani. E proprio come esseri umani condividono momenti belli e brutti, come fanno tutti gli abitanti del pianeta Terra!

          1. Purtroppo si….
            Credi di.avere davanti una persona eccezionale un ” eroe ” , ti comporti di conseguenza e poi invece scopri che è quello che può essere un qualsiasi uomo, magari anche un vero disgraziato.
            Un disgraziato che ti rovina la vita

    1. Non pensarlo nemmeno, questo blog è uno spazio libero su cui tutti possono esprimere i propri pareri. In ogni caso, sono più che d’accordo sul discorso che hai avviato e sul tuo ultimo commento. In un certo senso, ammettere che al mondo esistono anche disabili che esulano dalla categoria eroi gli dà anche più dignità come esseri umani.

  2. Caro Marco,
    Per caso sono capitata sul tuo blog.
    Volevo dirti che mi hai fatto sorridere.
    Capita anche a me sai….me ne dimentico spesso. Anche io mi son posta le stesse tue domande: ma vome cavolo è possibile🤣???
    A ricordarmelo, sono non tanto gli specchi, ma le reazioni delle persone quando ti incrociano.
    Vado a comprarmi un paio di trucchi, come qualsiasi donna, felice e beata vado alla cassa per pagare, e BAM! eccolo, quello sguardo, o quel saluto in tono quasi falso.
    Per il resto ce ne dimentichiamo perchè sì…è diventata la nuova normalità. E per fortuna!!! Mi ricordo all’inizio, che fatica facevo a mostrarmi in pubblico. Ora, a parte nei giorni “no”, non ci faccio più tanto caso, anzi, mi sento bene.
    Riguardo ai ricordi, con o senza sedia:
    ti posso dire che io la sedia a rotelle la uso sempre per uscire di casa, e al bisogno anche in casa, anche se in casa la uso il meno possibile poiché ho una malattia per la quale è importante restare mobili più che si può. Eppure, quando sogno di notte, non cammino mai. Sono sempre sulla carrozzina, sempre.
    Mi domando se una parte della mia personalità non si sia già fusa con quest’altra parte del mio IO, sbiadendo il mio io passato….chi lo sa.
    Un caro saluto, N. S

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *