Natale 2018

Ciao! Ho solo un paio di minuti, ma ho un pensiero che mi gira in testa da ieri sera di cui ti voglio parlare. È nato tutto da un messaggio che mi è stato inviato su Facebook da una lettrice di questo blog. Non racconterò nello specifico il contenuto, ma questa persona mi ha chiesto se nei post che pubblico qui, fossi davvero sincero. Ha esordito dicendo “Tu vuoi essere simpatico e lo sei, vuoi sembrare allegro e lo sembri, ma a me, i tuoi occhi sembrano tristi. Mi sembra che dentro di te ci sia rabbia, certamente ne hai ragione, e se così fosse, allora buttala fuori anche con chi ti legge. Io così, ti sentirei più vicino.”

Mi ha fatto piacere, come mi fa piacere con tutti messaggi che ricevo, avere la possibilità di confrontarmi con lei, e spiegarle quale filosofia mi porti a comportarmi come faccio, ogni giorno. Perché sebbene a me risulti limpido e cristallino, non posso fare a meno di riconoscere che agli occhi delle altre persone, il mio atteggiamento risulti strano, a tratti addirittura incomprensibile. La domanda che si pongono, almeno credo, è come sia possibile che io, con tutto quello che mi è capitato, possa essere felice. Come può il mio atteggiamento positivo non essere una forzatura, se la vita è stata tanto crudele nei miei confronti? Sono davvero immune alle emozioni negative?

La risposta, è no. Anch’io, come ogni essere umano, provo rabbia, sconforto e dolore. Ho avuto il cuore spezzato, dalla vita e da una ragazza. Ho sofferto, provato paura, imbarazzo. Un’infinità di volte ho chiesto alla vita perché mi fosse toccato un destino tanto meschino. Mille volte, e mille ancora, ho cercato tra le stelle il perché, tra 7 miliardi di persone, questo viaggio abbia dovuto intraprenderlo proprio io.

Avrei tutte le ragioni per essere incazzato con la vita, e sbandierare la mia rabbia ai quattro venti. Ma sono dannatamente sincero quando, ieri a lei e oggi a voi, dico che quella non è l’emozione che domina il mio presente. Non serbo rancore verso il destino. Sono sereno. E sebbene, di tanto in tanto, la felicità mi abbandoni, scelgo serenamente di non condividere col mondo questi momenti.

Perché sarebbe troppo facile, lasciare che gli altri lecchino le mie ferite. Cercare conforto, e comprensione, in un mondo dove lamentarsi è diventata pratica comune. Dove le persone si incazzano con la vita, perché credono che gliene sia dovuta una felice. Dimenticandosi che la vita è vita, e in quanto tale imperfetta.

La mia filosofia, che non vuol essere migliore di quella di un altro, è che la vita è il risultato del 10% di cose su cui non abbiamo controllo, e del 90% di come reagiamo ad esse. Per me è deleterio e corrosivo serbare rancore alla vita, per il semplice fatto che non sta a noi controllarla. Senza volerlo, ci troviamo a giocare una partita con un arbitro imparziale, che sembra favorire l’uno e sfavorire l’altro.

Possiamo scegliere di prendervi parte al meglio delle nostre possibilità, cercando di mettere la palla in rete, o starcene in panchina imbronciati per il rigore dubbio che ci hanno fischiato contro.

A voi la scelta, perché il triplice fischio, arriverà per tutti.

P.S. Non trovavo il titolo adatto per questo post, quindi ho scelto Natale 2018. Auguri a tutti i lettori 😉

4 pensieri su “Natale 2018”

  1. Non deludi mai. Quando leggo quello che scrivi il mondo intorno si spegne, i problemi e le mille paranoie smettono di esistere. Marqo con la q ti sono debitrice!

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