ZEDEF CHRONICLES

Federico Lucia, in arte Fedez, è l’esempio vivente di come alcuni italiani abbiano mantenuto l’inventiva che ha caratterizzato il nostro popolo per moltissimo tempo e che oggi sembra purtroppo scomparsa. Giovane e intraprendente, ha seguito l’esempio di molti rapper statunitensi che hanno anteposto i propri fans al profitto, facendo prima conoscere il loroo prodotto al pubblico e solo in un secondo tempo, quando tutti non potevano più farne a meno, esponendo il cartellino con il prezzo. Continue reading ZEDEF CHRONICLES

Happy Halloweed.

Oggi vi parlo di una festività che ho inventato circa 35 secondi fa, ovvero Halloweed. L’etimologia di questa parola è semplicissima, mi è bastato immaginare come il mio amico Edo questa sera festeggerà HALLOween in uno dei diciotto stati americani in cui la WEED è legale, ovvero la California, e creare un connubio tra le due. Sono stato attratto dagli Stati Uniti sin da quando ho memoria, ho sempre guardato alle serie TV e ai film americani con un misto di ammirazione e gelosia, come un bambino che guarda il proprio amico giocare con un peluche che sa non potrà mai avere, o perlomeno non tanto facilmente. Continue reading Happy Halloweed.

You will dance again.

Giornata grigia, fredda e ventosa quella che il buon Dio mi ha regalato oggi, resa ancora più grigia dai commenti riguardo all’ultimo dell’anno fatti da una persona che dovrebbe capirmi e invece non lo fa. Io non ho mai amato l’inverno, troppo freddo per un finto californiano come me, ma sono sempre riuscito a trovarci dei lati positivi come ad esempio leggere un buon libro davanti al fuoco, sentire l’odore di legna bruciata nell’aria, le docce bollenti della durata minima di venti minuti, stare nel letto con il piumone , le svariate feste, l’atmosfera natalizia, sciare ecc…

Da quando sono su una sedia a rotelle i difetti di questa stagione sembrano essersi moltiplicati, non posso più sciare, ne godermi il calore della stufa, il freddo mi crea contrazioni odiose in tutto il corpo, lo sento penetrarmi la pelle, la carne ed arrivare a tutti gli organi congedandoli, tutti tranne uno, il cuore. Credo che esista un destino scritto per ognuno di noi, che dietro delle semplici coincidenze si nascondano in verità messaggi più grandi, come la canzone “November Rain” dei Guns N’ Roses che è stata scritta e pubblicata nel 1991 (l’anno della mia nascita) e dice che niente dura per sempre, nemmeno la pioggia fredda di Novembre (mese della mia nascita); oppure il video che mi ha fatto Andrea in bagno mentre ballo in mutande con i muscoli in vista che è perfetto per la terapia che sto facendo, e che mi ricorda com’ero. Mi basta sentire una canzone o guardare un video come quello e subito una fiammella si accende e scioglie il gelo che ho dentro, ed è quasi come se avesse una voce propria che dolcemente mi sussurra: Dopo l’inverno ritorna sempre l’estate, dopo il dolore ritorna la gioia e un giorno tu ritornerai a ballare.

Heroine.

Questa sera mi sento strano, non so se è a causa di facebook o qualcos’altro, però non sto bene. Chiudendo l’account di facebook non posso più chattare con nessuno, e non ho nemmeno un telefono con cui potermi tenere in contatto con i miei amici. La parte più difficile della mia condizione è proprio questa, essere consapevole che qualcosa ti fa del male ma allo stesso tempo non riuscire a farne a meno. Continue reading Heroine.

Skateboards.

Io e te ci siamo incontrati nel settembre del 2007, ed è stato amore a prima vista. La mia prima tavola, regalata da Claudio, era modello “conad” e non andava neanche a incularla, ma passavo tutte le sei ore in classe a pensare a quanto mi sarei divertito il pomeriggio a spingerla su e giù dalle rampe dello skate park di Verolavecchia. Non riesco a spiegare a parole l’attrazione che esercita lo skateboard su chi lo prova per la prima volta, ma la tavola diventa come una droga da cui dipendi ogni giorno di più e dalla quale non ti puoi più disintossicare perché non esiste caduta, taglio, botta o dolore tanto grande da farti voler smettere per sempre. Almeno per me è stato così. Continue reading Skateboards.

To Rome with love.

Domani vado a Roma, che detta così suona come se la visitassi veramente, ma in centro ci sono stato una volta in tutta la mia vita. Se devo essere preciso vado a Santa Marinella, un paese a settanta chilometri dalla capitale e a cinquecentodieci chilometri da casa mia, per incontrare Simonetta. Continue reading To Rome with love.

This is the end, beautiful friend.

Questa mattina ero sotto la doccia e come al solito tentavo di capire cosa fare della mia vita, nel frattempo parlavo con la Gio (mia madre) della possibilità di farmi una ragazza; dovete sapere che pur essendo tetraplegico il mio primo pensiero sono ancora le donne, Continue reading This is the end, beautiful friend.