Se Morissi Domani

 

Se morissi domani, e di questa data infausta, avessi la certezza, mi incazzerei di brutto. Tormentandomi le mani, con lo sguardo volto al cielo, chiederei, perché fra tutti quanti, proprio io.

Passerebbe un’ora, magari un’ora e mezza, per capire che non serve a nulla, spender tempo odiando, se di tempo, non ne hai.

Andrei da mia madre, che di tutte le mie cose, fu la prima cosa bella. L’abbraccerei a lungo, ringraziandola di tutto, ringraziandola per ieri, e tutto il tempo prima.

Mi chiederei che cosa resta, di un corpo martoriato, se nulla vive al tempo, se la memoria sfugge, a chi con te ha vissuto.

Direi quello che penso, ma ometterei il rancore, perché ti sopravvive, il bene fatto ad altri.

Andrei dalla mia donna, la ascolterei parlare, le chiederei un bacio, perché devo partire.

Poi tornerei a casa, e mi sdraierei nel letto, smettendo di parlare. Serrando queste labbra, in un sorriso compiaciuto.

Consapevole del fatto, che seppur per poco tempo,  il tempo, l’ho vissuto. E non solo respirato.

 

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