Skateboards.

Io e te ci siamo incontrati nel settembre del 2007, ed è stato amore a prima vista. La mia prima tavola, regalata da Claudio, era modello “conad” e non andava neanche a incularla, ma passavo tutte le sei ore in classe a pensare a quanto mi sarei divertito il pomeriggio a spingerla su e giù dalle rampe dello skate park di Verolavecchia. Non riesco a spiegare a parole l’attrazione che esercita lo skateboard su chi lo prova per la prima volta, ma la tavola diventa come una droga da cui dipendi ogni giorno di più e dalla quale non ti puoi più disintossicare perché non esiste caduta, taglio, botta o dolore tanto grande da farti voler smettere per sempre. Almeno per me è stato così. Sono partito in modo diverso dagli altri skater, non ho prima imparato l’ollie o a spingermi bene, ma ho cominciato dal quarter. Me ne stavo sul ferro con una paura assurda, guardavo giù e l’unica cosa che riuscivo a pensare era “Vedrai che adesso mi spacco il culo, scendo e mi rompo tutto”, poi uno dei ragazzi mi da un consiglio, “buttati pensando di cadere con il corpo in avanti” mi dice, e io lo faccio. Arrivato dall’altra parte dello skatepark mi fermo e realizzo di aver fatto il primo drop della mia vita, l’adrenalina mi scorre nelle vene e io corro a droppare di nuovo, consapevole di aver conquistato il mio primo traguardo nello skate. Da quel giorno sono diventato un “tossico” anche io, e ogni pomeriggio tornavo al park sempre più felice del giorno prima, pronto a sfiancarmi per il primo vero sport che volevo davvero fare. Con il tempo ho imparato l’ollie, il 180° e ho chiuso un paio di kickflip, poi sono passato ad una tavola semi-pro usata (l’unica che mi permettevano le mie finanze) e ho potuto migliorare ancora. Il primo Marzo 2008 mi sono rotto e non ho più potuto andare avanti, ma un giorno so che tornerò su una tavola e quella sensazione stupenda che si prova ogni volta che ci si sale sarà li ad aspettarmi. Lo skateboard si merita un articolo sul mio blog non perché io sia diventato un campione, ma perché per la prima volta nella mia vita ho trovato qualcosa da poter realmente definire una passione.

Ah, qui sotto una foto della mia tavola semi-pro, o almeno quel che ne resta.

 

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