To Rome with love.

Domani vado a Roma, che detta così suona come se la visitassi veramente, ma in centro ci sono stato una volta in tutta la mia vita. Se devo essere preciso vado a Santa Marinella, un paese a settanta chilometri dalla capitale e a cinquecentodieci chilometri da casa mia, per incontrare Simonetta. Vado da Simonetta due volte la settimana da più di due anni, tutto per risanare la  lesione midollare che mi sono procurato facendo un salto mortale sui tappeti elastici, e come se il viaggio non fosse abbastanza devo anche “abbandonarmi” alle cure di S. senza pormi nessuna domanda. Faccio sempre cinquecentodieci chilometri per stare dentro al suo studio 40 secondi e poi ripartire. La parte difficile della terapia è abbandonarsi, lasciarsi andare e credere fermamente che lei riuscirà a guarirti; quando parlo di terapia intendo l’imposizione delle sue mani sulle parti che ho lesionato, ma ultimamente non riesco più a vedere i miglioramenti iniziali. Spesso mi chiedo se ci credo davvero, se ho piena fiducia in lei o se è l’appiglio di cui ho bisogno per continuare a vivere con la certezza che tornerò a camminare. Spero con tutto me stesso che un giorno riguarderò questo post pensando: “Se solo potessi viaggiare nel tempo per poterti rassicurare e dirti quanto ne è valsa la pena, ma dovrai lottare ancora un po’ con i tuoi demoni, tieni duro!

Una cosa è sicura, scrivere su questo blog mi fa davvero bene, ma devo assolutamente trovare un metodo di scrittura più veloce!

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