You will dance again.

Giornata grigia, fredda e ventosa quella che il buon Dio mi ha regalato oggi, resa ancora più grigia dai commenti riguardo all’ultimo dell’anno fatti da una persona che dovrebbe capirmi e invece non lo fa. Io non ho mai amato l’inverno, troppo freddo per un finto californiano come me, ma sono sempre riuscito a trovarci dei lati positivi come ad esempio leggere un buon libro davanti al fuoco, sentire l’odore di legna bruciata nell’aria, le docce bollenti della durata minima di venti minuti, stare nel letto con il piumone , le svariate feste, l’atmosfera natalizia, sciare ecc…

Da quando sono su una sedia a rotelle i difetti di questa stagione sembrano essersi moltiplicati, non posso più sciare, ne godermi il calore della stufa, il freddo mi crea contrazioni odiose in tutto il corpo, lo sento penetrarmi la pelle, la carne ed arrivare a tutti gli organi congedandoli, tutti tranne uno, il cuore. Credo che esista un destino scritto per ognuno di noi, che dietro delle semplici coincidenze si nascondano in verità messaggi più grandi, come la canzone “November Rain” dei Guns N’ Roses che è stata scritta e pubblicata nel 1991 (l’anno della mia nascita) e dice che niente dura per sempre, nemmeno la pioggia fredda di Novembre (mese della mia nascita); oppure il video che mi ha fatto Andrea in bagno mentre ballo in mutande con i muscoli in vista che è perfetto per la terapia che sto facendo, e che mi ricorda com’ero. Mi basta sentire una canzone o guardare un video come quello e subito una fiammella si accende e scioglie il gelo che ho dentro, ed è quasi come se avesse una voce propria che dolcemente mi sussurra: Dopo l’inverno ritorna sempre l’estate, dopo il dolore ritorna la gioia e un giorno tu ritornerai a ballare.

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