Siccome sono un poser e mi piace fare il californiano, ieri ho seguito le elezioni degli Stati Uniti con la stessa attenzione che avrebbe avuto un americano vero. Dopo aver letteralmente stuprato il tasto refresh sulla pagina del Corriere dedicata interamente alle presidenziali, ho ottenuto il risultato sperato, Barack Obama è stato rieletto e sarà il presidente degli Stati Uniti ancora per quattro anni. Una volta avuta la conferma che aveva vinto lui avrei voluto andare a dormire come hanno fatto la maggior parte degli europei che seguivano la “corsa alla Casa Bianca”, invece ho scelto di ascoltare il suo discorso e togliermi così ogni speranza di chiudere gli occhi senza avere troppi pensieri nella testa. Come di tutti i politici, anche del giovane e dinamico Barack Obama mi fido poco e preferisco vedere i fatti compiuti durante la sua legislatura piuttosto che ascoltare promesse che non forse non verranno mai mantenute, ma che gran discorso ha fatto!
Non ha fatto grandi promesse ai suoi elettori ne gli ha detto di avere tutto sotto controllo, è stato chiaro quando ha detto che le difficoltà non sono state superate del tutto ma gli ha dato qualcosa che in Italia nessuno ci offre da tantissimo tempo, la speranza. Obama ha messo in chiaro le cose fin da subito, ha detto che non stiamo passando un bel momento ma che se si lavora insieme e si tiene come obbiettivo il benessere della collettività allora tutto potrà cambiare in meglio. I giovani americani
Sono rimasto con l’amaro in bocca mentre ragionavo sull’Italia, oltreoceano lo slogan è “YES, WE CAN!” mentre qui siamo fermi allo “yes, we could”.