
Ciao! Eccoci al secondo “episodio” di Just Keep Moving. Oggi voglio spiegarti un po’ di cose. Partendo, prima di tutto, dal titolo. Perché si chiama “Just Keep Moving”? Da dove mi è venuta l’ispirazione? Domenica, mentre scrivevo il primo episodio, stavo ascoltando la nuova canzone di David Guetta, intitolata Flames. Mi capita spesso di accendere la musica quando scrivo, mi aiuta ad entrare in quella che in inglese viene chiamata the zone, letteralmente tradotto, la zona. Un po’ come un calciatore che ascolta una canzone per caricarsi prima della partita, anch’io ho bisogno della musica giusta per svegliare le emozioni che voglio trasmettere nel post. Mentre ascoltavo Flames, mi sono concentrato più sul testo che non sulla melodia. Sia, ripete le stesse parole quasi come in un mantra. One foot in front of the other, babe. One breath leads to another yeah. Just keep moving. E ancora. Don’t stop, tomorrow’s another day. Don’t stop, tomorrow you’ll feel no pain. Just keep moving. Per poi finire con il ritornello che fa: So my love, keep on running, you gotta get through today. There my love, keep on running, gotta keep those tears at bay. Oh, my love, don’t stop burning, gonna send them up in flames. Liriche bellissime, a mio parere, che a chi sa ascoltare danno una carica pazzesca. Il succo del discorso è che tutte le difficoltà possono essere superate, a patto che ci si continui a muovere. L’immobilità non giova a nessuno, e rende praticamente impossibile il cambiare in meglio. Lo diceva anche Bob Dylan in The Times They are a Changin’, “then you better start swimming or you’ll sink like a stone”.
Insomma, l’importante è continuare a muoversi (battute sulla tetraplegia tra 3-2-1) nonostante la situazione in cui ti trovi. Comunque, tornando al perché del titolo, nel momento stesso in cui ho preso la decisione di documentare la scrittura del mio libro, ho capito che avrei dovuto essere perseverante. Nello scriverlo, in primis, e successivamente nel raccontare a voi come stanno andando le cose. E la prima cosa che ho imparato, se uno vuole perseverare in qualunque ambito, è di non preoccuparsi della perfezione. Mi sono detto che non sempre riuscirò a produrre post belli da leggere, non sempre potrò trasmettere il messaggio desiderato in maniera limpida, non sempre verrò capito. Ma l’importante, sarà continuare a muovermi. A produrre idee, pensieri e parole. Con la pratica, tutto diventerà più semplice ed io diventerò più bravo. Ci guadagnerò io, e ne guadagnerà chi segue questo blog.
Ora che ho spiegato il perché ho scelto questo titolo, possiamo andare avanti. Ho iniziato a scrivere la prima parte, ed ho già scelto il titolo (quando uno si dice ottimista). Mi piace questo progetto, mi ci sto buttando a capofitto ma penso di dover diventare un po’ più metodico, altrimenti rischio di bruciare troppo velocemente. Nella prossima volta spiegherò da dove mi è venuta l’idea di documentare questo percorso, e vi darò qualche informazione in più su ciò di che parla il libro.
A presto, Marqo.
P.S. La canzone di cui parlavo la trovate qui sotto!
Non deludi mai!
Sei in ogni riga, in ogni parola…
Just keep moving!
Grazie!!! Se posso chiedere, cosa intendi per “sei in ogni riga, in ogni parola”?
Penso che la tua vera essenza venga fuori solo quando scrivi, dal post un po’più superficiale a quello più ambizioso.
Sei in ogni riga significa che leggendoti ho quasi la sensazione di averti vicino in modo materiale, sei in ogni riga significa che posso quasi toccarti, sei in ogni riga significa tutto e niente per tanti ma mi piace quello che significa per me
Beh ! (Va bene se ti chiamo così?) Grazie del commento, e benvenuto/a a bordo!
You keep moving …and we’ll keep followinf you 😉
❤️