La fine di Marqo.

ImmaginePasso sempre un sacco di tempo a cercare le parole giuste per cominciare un post, ma stasera è tutto diverso. Si perché, se per più di un anno ho faticato a trovare le parole con cui inziare a scriverti, adesso ho lo stesso problema con quelle che solitamente uso per salutarti. Insomma, per farla breve, questo che leggi è l’ultimo post che pubblicherò su Marqo.

Forse ti starai chiedendo per quale stupida ragione ho deciso di chiudere “la baracca”, e la risposta sta proprio nel nome della suddetta. La baracca è questo blog, questo blog è Marqo e Marqo sono io. Nella tua mente, mentre leggi questo post, ci sono io. Mie sono le parole che scrivo così come le emozioni che in esse racchiudo, e il fatto che a quest’ultime si associ il mio volto fa si che ne venga alterato il messaggio. Non fraintendermi, mi piace ricordarti quanto sei fortunato ad avere buona salute, ma non è l’unica cosa di cui voglio scrivere.

Voglio poter scrivere di musica, sesso, viaggi, motori e molto altro senza che il mio lettore si chieda mai se queste cose le ho vissute veramente. Voglio che alla mia fonte si abbeverino persone che di me e della mia condizione non sanno nulla. Voglio che la mia diventi una delle tante voci anonime sparse nel web per poter ricominciare da capo.

Stasera si spegne per sempre la voce di Marqo. E a te, che l’hai seguito fin qui, va tutta la sua gratitudine.

 

4 commenti su “La fine di Marqo.”

  1. Le voci come la tua difficilmente rimangono “anonime”. Chi, come te, ha il dono di saper comunicare attraverso la parola scritta, riesce sempre a “entrare” nel cuore e nelle menti di chi lo legge.
    Chiunque tu vorrai essere (anche se non più Marqo) diventerai una voce e un volto nel pensiero di chi leggerà le tue storie di motori, di sesso, di viaggio, di incontri e di scontri, di felicità e di disperazione. Quanto all’averle vissute o meno, a chi importerá se le emozioni che saprai trasmettere saranno vere emozioni ?
    E lo saranno perché le tue storie, a modo
    tuo, diverso ma non meno vero e profondo, le avrai vissute veramente.
    Questa in fondo è ciò che fa di uno scrittore un artista: la capacità unica e meravigliosa di rendere vera la fantasia, di tramutare il sogno in realtà, di saper vivere e far vivere attraverso le parole.
    Ciao Marqo

  2. Stasera si spegnerà anche la voce di Marqo ma se ne accenderà un’altra. Solo l’identità interiore conta, la scrittura fa vivere comunque una realtà, poco importa se vera o solo raccontata.
    A me piace moltissimo l’idea di leggere un libro senza conoscere nulla dell’autore; non sempre è facile ma sarebbe l’approccio ideale perché un testo ha vita autonoma dal momento in cui è creato. Per cui non sarai tu/Marqo, sarai tu/x ma sarai tu in ogni caso con esperienze vere in quanto frutto della tua mente e oggetto del tuo narrare.
    Spero di poterti leggere da qualche parte nell’universo del web.
    Ciao Marqo, un abbraccio e un sorriso 🙂
    Primula

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.