Pause.

Pause.Non provo più nessuno stimolo mentre scrivo, è come se la mia “profezia” riguardo a come sarebbe finito questo blog si stesse avverando seriamente. Sento un vuoto allo stomaco se ci penso, credevo di aver trovato la mia vocazione nella vita e adesso mi sembra solo un grande abbaglio. Se da un lato grazie ai miei post posso esporre i miei pensieri al mondo di internet, dall’altro mi lascio influenzare troppo dal vostro responso ad essi finendo così per scrivere per i “mi piace” di facebook e non per piacere personale. La ragione per cui mi trovo in questa situazione? Ho paura. Ogni volta che scrivo ho paura del vostro giudizio, ho paura di fallire e soprattutto ho paura di soffrire.

Non dico che non scriverò più, ma sono convinto che ricomincerò a farlo solo quando ne trarrò nuovamente piacere. Spero di rivedervi presto, Marqo.

 

 

0 commenti su “Pause.”

  1. Caro Marqo,
    sai come si chiama questa? …si chiama “ansia da prestazione” !
    Quando ci cimentiamo in un lavoro, uno studio o comunque in un compito difficile ma per il quale tutti ci ritengono più che all’altezza, anzi ci ritengono particolarmente dotati …ecco che compare l’ansia da prestazione e ci si blocca!
    Temiamo di non essere all’altezza delle aspettative, non solo quelle degli altri, ma soprattutto quelle di noi stessi.
    Io penso che tu sappia di essere “bravo” in questo tuo compito di narratore, scrittore, blogger, chiamalo come preferisci, comunque di persona capace di trasmettere , di comunicare, di emozionare e perchè no anche di modificare in qualche modo, con le sue parole e le sue riflessioni, i nostri atteggiamenti quotidiani. Forse proprio per questo sta facendo capolino in te un misto fra l’euforia di scoprirti da un lato capace di fare grandi cose con la tua penna, anche più grandi di quanto altri riescano a fare con le proprie manie, e dall’altro, il timore di cedere all’autocompiacimento, ad una sorta di”vanità” che ti porta a scrivere non più per il tuo piacere ma per ottenere il consenso degli altri, la loro approvazione .
    Allora, se posso permettermi, (e lo faccio perchè , seppur attraverso un bog, mi piace molto interloquire con te) vorrei dirti che la tua non è affatto una situazione anomala o sbagliata.
    Tutte le persone in gamba l’hanno provata prima o poi ed è giusto che accada, perchè serve a metterci in discussione, a costringerci ad una introspezione onesta e quanto mai utile. Solitamente se ne esce più forti e motivati e dopo i nostri obiettivi ci appiono più chiari, le nostre sicurezze ne escono rafforzate e si affrontano le scelte successive con maggiore determinazione e convinzione. Ciò non significa che non si avranno più dubbi, incetezze, o timori, anzi, ma sicuramente saremo capaci di affrontarli con maggiore esperienza e con maggiori probabilità di successo.

    Prenditi quindi il tuo tempo. Parla con te stesso . Continua a scrivere, anche senza pubblicare magari e vedi se la scrittura è per te un motivo di gioia oltre che di affermazione di te stesso (io ne sono convinta).
    Noi saremo qui ad aspettarti, ma qualunque decisione tu prenda, per noi sarà “quella giusta”.

    Sei forte!
    Marta

      1. Spero tu non debba mai più aver bisogno delle mie gastroscopie, ma mi farà sempre felice sapere che le mie parole ti possono essere di stimolo e di aiuto. Sappi che le tue lo sono altrettanto per me! NON MOLLARE!!

  2. La ‘cura’ per la tua paura è scritta nelle tue ultime parole: ‘ricomincerò a farlo solo quando ne trarrò nuovamente piacere’. Un vero scrittore si vede da questo, un vero scrittore scrive perchè HA BISOGNO di scrivere, ed è dal bisogno che nascono cose eccezionali che danno piacere. Quando scrivi immagina che un ago entri nella tua mente e raccolga tutte le parole ingarbugliate che essa trattiene. Immagina poi che queste vengano cucite sulla pagina del tuo blog: non è questo, dopotutto, che hai sempre fatto? E l’hai fatto anche in quest’ultimo articolo: hai scritto perché ne sentivi il bisogno; inoltre, l’aver ammesso di avere una sorta di ‘blocco’ è indice della naturalezza che uno scrittore deve necessariamente avere. La paura, alla fin fine, è lecita: dopotutto non è stata essa lo stimolo che ti ha portato a scrivere? 🙂

    1. Baa hai sbriciolato la mia “tesi” e mi hai messo spalle al muro con pochissime parole, tra noi due lo scrittore sei chiaramente tu! Grazie per il commento, spero di ritrovarti nel caso in cui dovessi tornare al blog! Ciao!

      1. Marco!!! Prima ho scritto sbagliato, sono Bea vacchelli (ma potrei chiamare Baa il mio alter ego)! Comunque davvero, sono una fan sfegatata del tuo blog e da brava fan dovevo trovare le parole giuste per spronanti a continuare a scrivere 😉

  3. non aver paura m. io ho quarant’anni e scrivo da quando ho imparato.. anche io ho una paura fottuta del giudizio della gente, ma tu devi continuare, fidati….. hai un talento innato e a volte, spesso, invidio la tua semplicità

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