
Stamattina quando mi sono svegliato sono stato un paio di minuti con gli occhi chiusi, mentre mi godevo quegli ultimi secondi di sonno ho sentito un martellare ritmico sulle tegole del tetto e ho capito che pioveva e subito mi sono girate le palle. Ormai ho perso il conto dei weekend che sono stati “benedetti” dalla pioggia tanto è grande il loro numero, e la beffa sembra sempre essere la solita: sole durante la settimana quando tutti o lavoriamo o andiamo a scuola e diluvio universale il venerdì, il sabato e la domenica. Come alcuni di voi sapranno sono un tipo che cerca sempre di trovare qualcosa di positivo in tutto quello che la vita mi presenta, ma io il 24 maggio me lo aspettavo completamente diverso e la pioggia, oltre che rovinare i miei piani, destabilizza anche la mia condizione fisica perché aumenta gli spasmi che percorrono il mio corpo e rende le azioni che faccio solitamente molto più difficili di quanto non lo siano già.
Visto che non trovavo nulla di positivo nella pioggia, ho cercato qualcosa che mi avrebbe potuto migliorare l’umore, e mi è bastato fermarmi a pensare qualche minuto per ritrovare il sorriso. Dopo averlo fatto mi siete venuti in mente perché io, prima di farmi male, vivevo il maltempo come una “tragedia” e spesso lasciavo che il malumore mi rovinasse la giornata intera. Mi sono detto che fra i lettori del mio blog c’era sicuramente qualcuno che questo 24 maggio lo stava vivendo come l’avrebbe vissuto il gemello cattivo e la mia “missione” doveva essere quella di migliorargli l’umore. Ecco il ragionamento che ho fatto e che mi ha portato alla conclusione che la pioggia, nonostante sia una rottura di palle (mia personale interpretazione), non meriti così tanta attenzione da permetterle di rovinarmi la giornata.
Ho chiuso gli occhi e ho cominciato ad ascoltarla battere sul tetto, a quel ticchettio regolare si sono aggiunte le urla dell’uomo della vita di mia madre (il folletto della Vorwerk) e l’incessante rumore di un martello che cercava di disintegrare un chiodo nel muro della stanza sotto la mia camera (per questo devo ringraziare la mia cara nonnina novantenne). Come avrete capito le mie mattine sono piuttosto caotiche, e più ascoltavo più pensavo a quanto una giornata di sole sarebbe stata vuota se non fossi più stato in grado di sentire questi rumori che, volente o nolente, fanno parte della mia famiglia. La chiave della felicità è stata ricordarmi di una cosa a cui nessuno pensa mai, l’udito.
Mentre leggete questo post (e vi lamentate per la pioggia) provate a immaginare di essere sordi, provate a immaginare la vostra vita senza tutti i suoni che amate e che, per poterli sentire di nuovo, il patto con il destino sia quello di vivere ogni giorno sotto un temporale. Quanto scambiereste le vostre giornate di sole per riavere quello che avete perso? Lo so che il mio ragionamento a molti sembra strano, ma quando nella vita sentiamo che ci manca qualcosa dobbiamo sempre focalizzare la nostra attenzione su quello che già abbiamo e, semplicemente, esserne grati.
Riconoscere le fortune che abbiamo nella vita ci aiuta ad addolcire i bocconi amari che il mondo ci fa ingoiare ogni giorno, e le fortune non si limitano all’udito ma si estendono a tutte quelle cose che possediamo (vista, gusto, olfatto, tatto, l’affetto dei nostri cari, il sorriso della persona che amiamo eccetera) e che rendono la nostra vita speciale. Tra una giornata di pioggia con queste fortune e una giornata di sole senza di esse, voi cosa scegliereste?
P.s. Questo post si può benissimo applicare a tutte quelle cose che ci rovinano le giornate e a cui, troppo spesso, diamo più importanza di quella che si meritano.
“Don’t worry, be happy”
ciao Marco , sono Alberto e ti ho già scritto altre volte,ma oggi ti voglio dire che non è onesto, secondo me , essere grati di tutto ciò che abbiamo semplicemente perché abbiamo perso qualcosa d’altro.. non hai il coraggio , secondo me, di guardare in faccia la realtà. io ho 40 anni , soffro da sempre di depressione, ma depressione forte, ho tentato mille volte il suicidio, sono stato intubato, e sulla soglia della dissoluzione ,per quindici giorni, per una pera finita male…è nonostante tutto continuo a ripetere i miei errori, e ti dirò di più… se non ti fosse successo ciò che ti è successo continueresti a fare ciò che facevi prima senza pensarci troppo… è facile fare la morale agli altri in funzione di km cambiamento che si è subito nel fisico o nella mente.. o cambiamento devono scaturire da una riflessione sulla vita che si sta vivendo, non a causa di un fatto che ci ha cambiato completamente prospettiva..e lo dico prima di tutto a me, non è una critica distruttiva. tutt’altro… spero che ti abbia capito e che continui ad allietarmi con i tuoi racconti.. alberto
Ciao Alberto, capisco quello che mi vuoi dire ma su qualche punto devo dissentire. Tu dici che non ho il coraggio di guardare in faccia la realtà, che non dovrei farvi la morale perché è “troppo comoda” farla quando si ha affrontato un’esperienza come la mia, ma la ragione per cui è nato questo blog è proprio questa! Io voglio provare a insegnare alle persone che come te soffrono ogni giorno che nella vita la gioia può nascere anche dove c’è solo dolore, voglio farvi capire quanto siete fortunati ad avere le piccole cose perché io che le ho perse da tempo darei tutto per riaverle. Senza la mia esperienza e tutto il dolore che ho provato Marqo non esisterebbe nemmeno, e più penso alla persona che ero prima di rimanere paralizzato più è grande il rimpianto di non aver avuto qualcuno che mi facesse la morale che io faccio a voi, forse avrei imparato ad apprezzare la vita. Sono contento di avere lettori come te, spero che le mie storie ti aiutino a stare meglio!
Dissento sul fatto che una persona debba vivere un evento traumatico per poter cambiare le proprie abitudini o riuscire a fuggire dai propri demoni. La forza interiore puo’ nascere e scaturire da lunghe riflessioni, da eventi istantanei, dall’amore di un nostro amico o dei genitori o di una donna/uomo, dalla lettura di un libro, e cosi’ via.
🙂
Non era quello che intendevo dire, ho utilizzato l’esempio dell’evento traumatico perché è stato così nel mio caso, per il resto concordo pienamente con te! Grazie per il tuo commento!