Corea del Nord.

nuclear mushroom

Ieri sera verso le 11, come molti di voi già sapranno, dalla Corea del Nord è partita la minaccia di un attacco nucleare contro gli Stati Uniti. Mentre leggevo l’articolo che spiegava in modo dettagliato perché Kim Jong-un ritenga indispensabile avere un arsenale atomico per proteggere la nazione che lo vede come suo leader/dittatore, ho provato a immaginare quello che sarebbe successo se, una volta spento il computer, l’attacco fosse stato sferrato veramente. Sono stato subito pervaso da un senso di impotenza, la consapevolezza del fatto che per delle scelte operate da altre persone la mia vita, insieme a quella di molti altri, sarebbe dovuta finire in quel momento mi ha impedito di dormire serenamente e nella mia mente hanno iniziato ad alternarsi immagini di devastazione e interi discorsi che da tanto tempo vorrei dire ad alcune persone, senza mai aver trovato il coraggio di farlo veramente.

Continuavo a ripetermi che se questi fossero stati i miei ultimi cinque minuti di vita sarei andato incontro alla morte con la consapevolezza di aver taciuto troppe parole solamente per il timore di essere giudicato dagli altri, con tutte le volte che avevo scritto sul blog quanto fosse importante vivere ogni minuto della propria vita come se fosse ultimo, mi sono accorto di quanto in realtà non lo stessi facendo veramente.

Con il coraggio che porta la notte mi sono riproposto di scrivere un messaggio ad ognuna delle persone a cui avevo pensato mentre immaginavo che la mia vita sarebbe finita in pochi minuti, ma la codardia del mattino si è ripresentata come ogni giorno e di messaggi non ne ho scritti neanche uno. Sono un codardo, questo lo ammetto, ma rispetto alla maggior parte di quelli come me ho la “fortuna” di vedere la situazione da un altro punto di vista, quello della tetraplegia; la mia non vuole essere una scusante, essere paralizzato dal collo in giù non mi rende meno codardo di una persona che gode di ottima salute, ma sono convinto che certe cose riuscirei ad esternarle meglio se fossi in piedi.

Come al solito vorrei trovarmi nei vostri panni, vorrei non dover essere così fragile ne vorrei dover lottare così strenuamente per accettarmi per quello che sono, come al solito un sorriso amaro mi affiora sulle labbra quando mi accorgo che nei vostri panni non mi ci potrò trovare mai e che più ci penso più sto male. Tutto quello che mi è rimasto per ora è la consapevolezza della fortuna che vi portate appresso dovunque andiate, una fortuna così grande che la si vede solo quando ci si accorge di averla persa per sempre. Siete già graziati dalla nascita e nemmeno lo sapete, avete un miracolo davanti agli occhi ogni volta che muovete un muscolo eppure non riuscite a vederlo, vi ostinate a sopravvivere senza mai provare a vivere veramente e preferite aspettare che passi la tempesta invece di buttarvi e inseguire i vostri sogni. Ecco perché scrivo sul blog, perché spero che queste cose le possiate capire prima che un pazzo megalomane spari un missile nucleare diretto sopra la vostra testa, perché spero che attraverso queste parole riuscirete ad avere più coraggio di quanto non ne abbia io per cominciare a vivere veramente.

0 commenti su “Corea del Nord.”

  1. Sono una ragazza di 15 anni,da quando ho scoperto questo blog non posso fare a meno di leggerlo,ogni volta che leggo i tuoi pensieri mi sento estremamente in colpa con me stessa perchè non mi accorgo di quanto io sia fortunata,ma ogni volta me lo ricordi.Grazie mille marco

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