Schizophrenia.

Sono le 17 e 30 di domenica sera e c’è già buio pesto, mio padre domani torna in Ucraina e io ricomincio ad andare a Roma in aereo. Il viaggio in aereo è poco impegnativo fisicamente ma,  essendo un miscuglio di pianti disperati di bambini, rumore di macchine e chiacchiericcio di persone di solito ti fa arrivare a sera in pessime condizioni. Continua a leggere Schizophrenia.

Skateboards.

Io e te ci siamo incontrati nel settembre del 2007, ed è stato amore a prima vista. La mia prima tavola, regalata da Claudio, era modello “conad” e non andava neanche a incularla, ma passavo tutte le sei ore in classe a pensare a quanto mi sarei divertito il pomeriggio a spingerla su e giù dalle rampe dello skate park di Verolavecchia. Non riesco a spiegare a parole l’attrazione che esercita lo skateboard su chi lo prova per la prima volta, ma la tavola diventa come una droga da cui dipendi ogni giorno di più e dalla quale non ti puoi più disintossicare perché non esiste caduta, taglio, botta o dolore tanto grande da farti voler smettere per sempre. Almeno per me è stato così. Continua a leggere Skateboards.

This is the end, beautiful friend.

Questa mattina ero sotto la doccia e come al solito tentavo di capire cosa fare della mia vita, nel frattempo parlavo con la Gio (mia madre) della possibilità di farmi una ragazza; dovete sapere che pur essendo tetraplegico il mio primo pensiero sono ancora le donne, Continua a leggere This is the end, beautiful friend.