Vita.

Oggi è il classico giorno in cui scrivere è l’unico modo che ho per dare sfogo alle emozioni che sento nel cuore, e è di vita che intendo scrivere oggi. Quasi come se ci stesse prendendo per il culo il 2013 è partito nel peggiore dei modi, schiaffandoci in faccia la morte di un ragazzo di soli diciotto anni a soli due giorni dal suo inizio. Un ragazzo che ha lasciato famiglia, parenti e amici devastati dal dolore, che ha cercato di fuggirlo nel peggiore e, purtroppo, nel più definitivo dei modi. Non è la prima volta che vi dico quanto importante e preziosa sia la vita, ma oggi come non mai, in un mondo in cui non sembra esistere più nulla di giusto, sento il bisogno di scrivere cose che non ho mai detto a voce ma che spero vi possano aiutare. Continua a leggere Vita.

Duemilatredici.

NEWYEAR

Siamo arrivati alla fine di un altro anno, ancora una volta diamo il benvenuto al nuovo e diciamo addio al vecchio non senza prima averlo analizzato e giudicato come buono o cattivo. Se ci pensate un attimo, non c’è nessun fenomeno naturale che ci può dimostrare che ogni 31 dicembre muore un anno e che il primo di ogni gennaio ne nasce un altro, ma viviamo talmente proiettati nel futuro con la mente che abbiamo per forza bisogno di una data di scadenza per capire se il tempo che ci è sfuggito dalle mani è stato speso bene oppure no. Continua a leggere Duemilatredici.

Buone feste?

 

Sono passati più di due mesi da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, due mesi durante i quali post frivoli si sono alternati con post più “profondi” e in cui, con mia grande gioia, molti di voi hanno gratificato il mio impegno con parole splendide. Sono sicuro di non essere sempre stato all’altezza dei complimenti che mi avete fatto, possono dimostrarlo per esempio la mia discontinuità nel pubblicare post e la difficoltà che spesso incontro quando devo spiegare un concetto, ma credo di essere ugualmente riuscito a far passare i messaggi che volevo vi arrivassero. Questo piccolo spazio in rete non è mai stato solamente un diario personale a cui poter confidare  le mie gioie e i miei dolori, questo è stato il mezzo attraverso il quale voi che lo leggete avete imparato a conoscere una parte di me che tenevo nascosta e avete condiviso, sebbene solo grazie all’immaginazione, la mia stessa visione della vita. Continua a leggere Buone feste?

Il gemello cattivo.

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Quante cose vorrei fare e non posso, quante volte devo dire no con la bocca mentre il mio cuore grida “si, facciamolo subito!”. Mi sembra di essere costretto a condividere una cella con un compagno sgradevole che condiziona le mie scelte e allo stesso tempo esalta parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Non ho avuto scelta, la vita mi è toccato affrontarla senza nessuna preparazione quando avevo sedici anni, ho dovuto fare i conti con la realtà quando a tutti era concesso sognare e soprattutto ignorare che al mondo ci fosse anche la sofferenza, che ci fosse un cambiamento così grande dietro un azione così piccola. Continua a leggere Il gemello cattivo.

Si stava meglio quando si stava?

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Quando ho la febbre non posso fare ne fisioterapia ne elettro-stimolazione, quindi mi trovo sempre costretto a passare i pomeriggi cazzeggiando su internet o guardando film su Sky. Un’altra cosa che mi piace fare, non solo quando sono ammalato, è leggere articoli di quotidiani diversi per tenermi aggiornato sull’andamento di questo paese, e devo dire che da quando lo faccio i temi principali sono tutt’altro che rosei. Sembra che dal mondo, più in particolare dall’Italia, siano state spazzate via tutte quelle cose che un tempo rendevano una persona ottimista riguardo al futuro, e più mi guardo attorno più mi convinco che è così. Continua a leggere Si stava meglio quando si stava?

Ungarettiani.

Oggi ho avuto la riconferma che la vita da tetraplegico, con tutte le privazioni che ogni giorno devo affrontare, non mi sta così antipatica come credevo. Non fraintendete le mie parole, io vorrei alzarmi in piedi proprio mentre scrivo questo post, ma mi sono accorto di essere un po’ “Ungarettiano” per quanto riguarda la visione dell’esistenza umana sulla terra, perché anch’io come lui vivo situazioni complicate che invece di abbattere il mio morale mi fanno amare la vita di più. Continua a leggere Ungarettiani.

Happy Halloweed.

Oggi vi parlo di una festività che ho inventato circa 35 secondi fa, ovvero Halloweed. L’etimologia di questa parola è semplicissima, mi è bastato immaginare come il mio amico Edo questa sera festeggerà HALLOween in uno dei diciotto stati americani in cui la WEED è legale, ovvero la California, e creare un connubio tra le due. Sono stato attratto dagli Stati Uniti sin da quando ho memoria, ho sempre guardato alle serie TV e ai film americani con un misto di ammirazione e gelosia, come un bambino che guarda il proprio amico giocare con un peluche che sa non potrà mai avere, o perlomeno non tanto facilmente. Continua a leggere Happy Halloweed.

You will dance again.

Giornata grigia, fredda e ventosa quella che il buon Dio mi ha regalato oggi, resa ancora più grigia dai commenti riguardo all’ultimo dell’anno fatti da una persona che dovrebbe capirmi e invece non lo fa. Io non ho mai amato l’inverno, troppo freddo per un finto californiano come me, ma sono sempre riuscito a trovarci dei lati positivi come ad esempio leggere un buon libro davanti al fuoco, sentire l’odore di legna bruciata nell’aria, le docce bollenti della durata minima di venti minuti, stare nel letto con il piumone , le svariate feste, l’atmosfera natalizia, sciare ecc…

Da quando sono su una sedia a rotelle i difetti di questa stagione sembrano essersi moltiplicati, non posso più sciare, ne godermi il calore della stufa, il freddo mi crea contrazioni odiose in tutto il corpo, lo sento penetrarmi la pelle, la carne ed arrivare a tutti gli organi congedandoli, tutti tranne uno, il cuore. Credo che esista un destino scritto per ognuno di noi, che dietro delle semplici coincidenze si nascondano in verità messaggi più grandi, come la canzone “November Rain” dei Guns N’ Roses che è stata scritta e pubblicata nel 1991 (l’anno della mia nascita) e dice che niente dura per sempre, nemmeno la pioggia fredda di Novembre (mese della mia nascita); oppure il video che mi ha fatto Andrea in bagno mentre ballo in mutande con i muscoli in vista che è perfetto per la terapia che sto facendo, e che mi ricorda com’ero. Mi basta sentire una canzone o guardare un video come quello e subito una fiammella si accende e scioglie il gelo che ho dentro, ed è quasi come se avesse una voce propria che dolcemente mi sussurra: Dopo l’inverno ritorna sempre l’estate, dopo il dolore ritorna la gioia e un giorno tu ritornerai a ballare.

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