Marqo.

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Mi chiamo Marqo, ho quarant’anni e vi voglio raccontare la storia più assurda della mia vita.

Tutto e cominciato ventiquattro anni fa, quando facevo il bulletto con le persone più deboli di me e impennavo con il motorino, quando il mio nome era ancora Marco e le persone mi conoscevano come il “Gemello Cattivo”, quando avevo davanti agli occhi tutto il necessario per essere felice ma non riuscivo a vederlo e, soprattutto, quando la vita decise di impartirmi la lezione più bella nel peggiore dei modi. Paralizzato dal collo in giù per il resto dei tuoi giorni, ecco l’infame diagnosi che mi venne presentata in ospedale dopo il salto mortale che quasi mi era costato la vita, una “botta” tanto forte da mozzarmi il fiato, tanto spaventosa da spegnere la voglia di vivere che da sempre aveva caratterizzato la mia persona e, con il senno di poi, una botta tanto “bella” da insegnarmi a vivere in un modo migliore. Continua a leggere Marqo.

Dedicarle una canzone.

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Stare sdraiato sul letto a guardarla negli occhi senza accorgermi del tempo che passa, riderci per cose stupide, parlarci di tutto, baciarla per passione o per gioco,  accarezzarle i capelli, sentire l’odore della sua pelle, farci le coccole, farci l’amore, disegnare con le dita linee immaginarie sul suo corpo, guardarla sorridere, ascoltarla parlare e sognare con lei. Continua a leggere Dedicarle una canzone.

One day.

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Un giorno non sarò più costretto a sognare la vita che vorrei vivere, mi guarderò allo specchio e ci vedrò la persona che immagino ogni notte, vedrò un Marco con il corpo che funziona bene tanto quanto il suo cervello. Braccia muscolose, fisico asciutto di sempre tornito dallo sport che pratico tutti i giorni, capelli lunghi e ribelli, barba vecchia di qualche giorno che non riesce a nascondere le cicatrici che ho sul collo quasi a volermi ricordare la fragilità della vita, mani grandi e forti, grandi occhi azzurri e un sorriso per tutti. Continua a leggere One day.

Dream Big #2.

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Sarò anche “imprigionato” su questa sedia, ma niente può impedire alla mia mente di volare con la fantasia, di immaginare un futuro fantastico e di godermi la gioia che ne deriva. Allacciatevi le cinture, si parte per una nuova avventura!

Affondo il piede sull’acceleratore, il vento mi spettina i capelli mentre i 570 cavalli della mia Ferrari 458 Spider “Blu Pozzi” mi galoppano nella schiena facendomi venire un piacevole brivido lungo la schiena, sorrido mentre scalo dalla quinta alla seconda per effettuare un sorpasso da manuale e l’unica cosa a non essere sovrastata dal rumore del V8 è il grido che mi rimbomba in testa: LA VITA è BELLA! Continua a leggere Dream Big #2.

Dream Big #1.

Mi sono appena svegliato, apro gli occhi e ripenso ai due anni appena passati, a come si è stravolta nuovamente la mia vita. Mi stiracchio e quasi non riesco a credere che sono già passati due anni dal giorno in cui sono guarito,al solo ricordo delle mie dita che si aprono e richiudono a formare un pugno mi tornano le farfalle nello stomaco e mi sento la testa leggera. Mi alzo e mentre vado in bagno guardo la mia camera da letto, il pavimento costituito da parquet chiaro recuperato da una vecchia fabbrica, la grande finestra che da sul parco della villa, il letto matrimoniale con le lenzuola bianche e mi sento euforico perchè sono riuscito a realizzare i miei sogni. “La vita è bella” dico alla mia immagine riflessa nell’enorme specchio sopra i lavandini, se non fosse per la cicatrice sul collo nessuno penserebbe mai che per cinque anni sono stato paralizzato, ho di nuovo il mio fisico e grazie a tutto lo sport che faccio è migliore di prima; mi faccio una doccia, esco e mi asciugo il corpo, lego i capelli in un codino “alla Beckham” per poterli tenere in ordine e vado nella mia cabina armadio, uno dei miei posti preferiti in casa. Sapendo che oggi mi attendono impegni pubblici opto per una camicia coreana bianca, jeans con il cavallo basso marroncini, Nike Air Yeezy 2 Solar Red, profumo e gioiellame d’ordinanza. Scendo in cucina e mi preparo il The al limone, mentre lo bevo vado fuori in veranda e mi godo la pace delle querce centenarie che abitano il mio giardino. “Completamente guarito, ricco e famoso in soli due anni” ripeto nella mia mente come un mantra, sorrido… un’altra giornata è iniziata benissimo!

(to be continued…)

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