Oggi leggevo un articolo che in poche parole elencava le cose positive dell’essere disabile, la prima cosa che ho pensato è che chiunque lo abbia scritto dev’essere chiaramente un pazzo, come se avere un cartellino che ti permette di parcheggiare vicino all’entrata di un centro commerciale fosse così bello da spingere le persone a spezzarsi la spina dorsale per averlo. Continua a leggere Find a cure.
Tag: marqo
Dream Big #2.
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Sarò anche “imprigionato” su questa sedia, ma niente può impedire alla mia mente di volare con la fantasia, di immaginare un futuro fantastico e di godermi la gioia che ne deriva. Allacciatevi le cinture, si parte per una nuova avventura!
Affondo il piede sull’acceleratore, il vento mi spettina i capelli mentre i 570 cavalli della mia Ferrari 458 Spider “Blu Pozzi” mi galoppano nella schiena facendomi venire un piacevole brivido lungo la schiena, sorrido mentre scalo dalla quinta alla seconda per effettuare un sorpasso da manuale e l’unica cosa a non essere sovrastata dal rumore del V8 è il grido che mi rimbomba in testa: LA VITA è BELLA! Continua a leggere Dream Big #2.
Wake up.
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Sto nel letto con gli occhi chiusi ma sono già sveglio, la sento respirare lentamente, sento il profumo della sua pelle e dei suoi capelli, mi godo questa sensazione ancora qualche secondo e poi apro gli occhi. Continua a leggere Wake up.
Sunday.
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Questa domenica, come tutte quelle che ho vissuto finora, sta volgendo al termine, e con un po’ di malinconia mi trovo a ripensare al passato. Sono già più di venti giorni che ho iniziato a sputtanare i miei sentimenti su questo blog, sono più di quattro anni che mi martello il cervello tentando di capire perché questa esperienza sia toccata proprio a me e sono più di ventun’anni che i miei occhi osservano il mondo scorrergli davanti, non posso fare a meno di pensare con un velo di tristezza che il tempo non aspetta nessuno, se ne fotte di tutto e tutti e va avanti per il suo cammino che tu lo voglia o no. Continua a leggere Sunday.
Almiro.


“Un ragazzo che sorrideva sempre, che amava la buona cucina e che ha conquistato subito tutti in famiglia”, con queste parole la nonna mi ha descritto centinaia di volte i primi momenti passati con te, come quando venivi a Verola e facevi tornare a casa tardi la zia, o quando andavi con tutta la famiglia a Igea Marina e facevi giocare mia mamma che era ancora una bambina. Sei riuscito a conquistare tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarti, compresi due gemelli di nome Marco e Andrea, che da subito ti hanno eletto come modello da seguire. Continua a leggere Almiro.
Ungarettiani.

Oggi ho avuto la riconferma che la vita da tetraplegico, con tutte le privazioni che ogni giorno devo affrontare, non mi sta così antipatica come credevo. Non fraintendete le mie parole, io vorrei alzarmi in piedi proprio mentre scrivo questo post, ma mi sono accorto di essere un po’ “Ungarettiano” per quanto riguarda la visione dell’esistenza umana sulla terra, perché anch’io come lui vivo situazioni complicate che invece di abbattere il mio morale mi fanno amare la vita di più. Continua a leggere Ungarettiani.
Schizophrenia.

Sono le 17 e 30 di domenica sera e c’è già buio pesto, mio padre domani torna in Ucraina e io ricomincio ad andare a Roma in aereo. Il viaggio in aereo è poco impegnativo fisicamente ma, essendo un miscuglio di pianti disperati di bambini, rumore di macchine e chiacchiericcio di persone di solito ti fa arrivare a sera in pessime condizioni. Continua a leggere Schizophrenia.
Dream Big #1.
Mi sono appena svegliato, apro gli occhi e ripenso ai due anni appena passati, a come si è stravolta nuovamente la mia vita. Mi stiracchio e quasi non riesco a credere che sono già passati due anni dal giorno in cui sono guarito,al solo ricordo delle mie dita che si aprono e richiudono a formare un pugno mi tornano le farfalle nello stomaco e mi sento la testa leggera. Mi alzo e mentre vado in bagno guardo la mia camera da letto, il pavimento costituito da parquet chiaro recuperato da una vecchia fabbrica, la grande finestra che da sul parco della villa, il letto matrimoniale con le lenzuola bianche e mi sento euforico perchè sono riuscito a realizzare i miei sogni. “La vita è bella” dico alla mia immagine riflessa nell’enorme specchio sopra i lavandini, se non fosse per la cicatrice sul collo nessuno penserebbe mai che per cinque anni sono stato paralizzato, ho di nuovo il mio fisico e grazie a tutto lo sport che faccio è migliore di prima; mi faccio una doccia, esco e mi asciugo il corpo, lego i capelli in un codino “alla Beckham” per poterli tenere in ordine e vado nella mia cabina armadio, uno dei miei posti preferiti in casa. Sapendo che oggi mi attendono impegni pubblici opto per una camicia coreana bianca, jeans con il cavallo basso marroncini, Nike Air Yeezy 2 Solar Red, profumo e gioiellame d’ordinanza. Scendo in cucina e mi preparo il The al limone, mentre lo bevo vado fuori in veranda e mi godo la pace delle querce centenarie che abitano il mio giardino. “Completamente guarito, ricco e famoso in soli due anni” ripeto nella mia mente come un mantra, sorrido… un’altra giornata è iniziata benissimo!
(to be continued…)
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ZEDEF CHRONICLES

Federico Lucia, in arte Fedez, è l’esempio vivente di come alcuni italiani abbiano mantenuto l’inventiva che ha caratterizzato il nostro popolo per moltissimo tempo e che oggi sembra purtroppo scomparsa. Giovane e intraprendente, ha seguito l’esempio di molti rapper statunitensi che hanno anteposto i propri fans al profitto, facendo prima conoscere il loroo prodotto al pubblico e solo in un secondo tempo, quando tutti non potevano più farne a meno, esponendo il cartellino con il prezzo. Continua a leggere ZEDEF CHRONICLES
Happy Halloweed.


Oggi vi parlo di una festività che ho inventato circa 35 secondi fa, ovvero Halloweed. L’etimologia di questa parola è semplicissima, mi è bastato immaginare come il mio amico Edo questa sera festeggerà HALLOween in uno dei diciotto stati americani in cui la WEED è legale, ovvero la California, e creare un connubio tra le due. Sono stato attratto dagli Stati Uniti sin da quando ho memoria, ho sempre guardato alle serie TV e ai film americani con un misto di ammirazione e gelosia, come un bambino che guarda il proprio amico giocare con un peluche che sa non potrà mai avere, o perlomeno non tanto facilmente. Continua a leggere Happy Halloweed.