Domani.

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Oggi è stata una giornata dura, sono molto arrabbiato con me stesso perché non riesco a trovare la voglia di impegnarmi nella realizzazione di qualcosa di concreto. La mia mente salta da un’idea all’altra, io trovo scuse per evitare di sbattermi e finisco con il passare le mie giornate a sognare di essere un’altra persona, mi rifugio nelle foreste raccontate nei libri che leggo e per qualche tempo è lì che sono realmente, è li che corro a fianco di meta-lupi e combatto contro i Lannister dimenticandomi del letto in cui sono sdraiato, della situazione in cui mi trovo. Oggi, per esempio, ho immaginato come sarebbe stata la mia vita se fossi nato con le stesse doti calcistiche di Balotelli, Continua a leggere Domani.

Billy.

 

La settimana che è appena passata sono stato a Lanzarote, una delle nove isole che insieme formano l’arcipelago delle Canarie, e in sei giorni effettivi di vacanza ho avuto parecchie disavventure. Ho passato tutto il primo giorno al sole garantendomi così per quello successivo un “soggiorno” forzato a letto causa febbre a 38, il terzo, il quarto e il quinto sono stati giorni caratterizzati dalla quasi totale assenza del sole e il sesto ed ultimo è servito esclusivamente alla mia faccia per ustionarsi e riempirsi di vescichette che mi hanno tormentato per tutto il viaggio di ritorno. Continua a leggere Billy.

Rompersi il collo.

Tutto si muove a rallentatore, come se una telecamera che solitamente riprende una partita di calcio stesse facendo la moviola del mio salto mortale, e mi accorgo da subito di non aver impresso abbastanza forza nello slancio che mi permetterà di completare il giro.

Non allungo le braccia per parare l’urto imminente e vedo la terra capovolgersi, chiudo gli occhi e atterro con tutto il peso del corpo sulla testa; non c’è nessuna vita che si srotola tipo pellicola cinematografica davanti ai miei occhi, nessuna luce mistica alla fine di un tunnel scuro e nessun grido di dolore, tutto è annichilito dalla scossa terribilmente reale che sento nel collo e dalle formiche che tutto ad un tratto abitano ogni parte del mio corpo. Continua a leggere Rompersi il collo.

Vita.

Oggi è il classico giorno in cui scrivere è l’unico modo che ho per dare sfogo alle emozioni che sento nel cuore, e è di vita che intendo scrivere oggi. Quasi come se ci stesse prendendo per il culo il 2013 è partito nel peggiore dei modi, schiaffandoci in faccia la morte di un ragazzo di soli diciotto anni a soli due giorni dal suo inizio. Un ragazzo che ha lasciato famiglia, parenti e amici devastati dal dolore, che ha cercato di fuggirlo nel peggiore e, purtroppo, nel più definitivo dei modi. Non è la prima volta che vi dico quanto importante e preziosa sia la vita, ma oggi come non mai, in un mondo in cui non sembra esistere più nulla di giusto, sento il bisogno di scrivere cose che non ho mai detto a voce ma che spero vi possano aiutare. Continua a leggere Vita.

Duemilatredici.

NEWYEAR

Siamo arrivati alla fine di un altro anno, ancora una volta diamo il benvenuto al nuovo e diciamo addio al vecchio non senza prima averlo analizzato e giudicato come buono o cattivo. Se ci pensate un attimo, non c’è nessun fenomeno naturale che ci può dimostrare che ogni 31 dicembre muore un anno e che il primo di ogni gennaio ne nasce un altro, ma viviamo talmente proiettati nel futuro con la mente che abbiamo per forza bisogno di una data di scadenza per capire se il tempo che ci è sfuggito dalle mani è stato speso bene oppure no. Continua a leggere Duemilatredici.

Buone feste?

 

Sono passati più di due mesi da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, due mesi durante i quali post frivoli si sono alternati con post più “profondi” e in cui, con mia grande gioia, molti di voi hanno gratificato il mio impegno con parole splendide. Sono sicuro di non essere sempre stato all’altezza dei complimenti che mi avete fatto, possono dimostrarlo per esempio la mia discontinuità nel pubblicare post e la difficoltà che spesso incontro quando devo spiegare un concetto, ma credo di essere ugualmente riuscito a far passare i messaggi che volevo vi arrivassero. Questo piccolo spazio in rete non è mai stato solamente un diario personale a cui poter confidare  le mie gioie e i miei dolori, questo è stato il mezzo attraverso il quale voi che lo leggete avete imparato a conoscere una parte di me che tenevo nascosta e avete condiviso, sebbene solo grazie all’immaginazione, la mia stessa visione della vita. Continua a leggere Buone feste?

Il gemello cattivo.

mark

Quante cose vorrei fare e non posso, quante volte devo dire no con la bocca mentre il mio cuore grida “si, facciamolo subito!”. Mi sembra di essere costretto a condividere una cella con un compagno sgradevole che condiziona le mie scelte e allo stesso tempo esalta parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Non ho avuto scelta, la vita mi è toccato affrontarla senza nessuna preparazione quando avevo sedici anni, ho dovuto fare i conti con la realtà quando a tutti era concesso sognare e soprattutto ignorare che al mondo ci fosse anche la sofferenza, che ci fosse un cambiamento così grande dietro un azione così piccola. Continua a leggere Il gemello cattivo.

Rimpianti.

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Ho appena finito di guardare il film “Happy Family” per la seconda volta, e oltre alla scena del pianoforte, che ritengo bellissima, mi ha molto colpito il momento in cui Ezio e Caterina sono l’uno di fronte all’altro e guardandosi pensano la stessa cosa: “Vorrei baciarla, ma ho paura a chiederglielo.” Da qui è partita la mia riflessione, mi sono chiesto quante cose non avessi fatto nella vita per paura delle conseguenze, quante cose non avessi detto per timore di come avrebbero reagito le persone a cui erano indirizzate e con amarezza ho ammesso a me stesso che erano così tante che non sarei nemmeno riuscito a contarle. Continua a leggere Rimpianti.

Si stava meglio quando si stava?

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Quando ho la febbre non posso fare ne fisioterapia ne elettro-stimolazione, quindi mi trovo sempre costretto a passare i pomeriggi cazzeggiando su internet o guardando film su Sky. Un’altra cosa che mi piace fare, non solo quando sono ammalato, è leggere articoli di quotidiani diversi per tenermi aggiornato sull’andamento di questo paese, e devo dire che da quando lo faccio i temi principali sono tutt’altro che rosei. Sembra che dal mondo, più in particolare dall’Italia, siano state spazzate via tutte quelle cose che un tempo rendevano una persona ottimista riguardo al futuro, e più mi guardo attorno più mi convinco che è così. Continua a leggere Si stava meglio quando si stava?