Immagina.

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Immagina un paesello nascosto tra le colline toscane, il sole che tramonta nel mare e l’aria che di colpo si rinfresca. Immagina di camminare per le viuzze e poi scegliere un ristorante dove fanno cucina tipica del posto, immagina di sederti al tavolo e gustarti il piatto che più hai voglia di mangiare accompagnato da quello che più ti piace bere. Immagina le luci che creano un’atmosfera unica e i profumi allettanti che ti stuzzicano l’appetito, i muri delle case in pietra che sembrano catapultarti indietro nel tempo e il selciato consumato che corre lungo tutte le strade del paese. Continua a leggere Immagina.

Pioggia.

Stamattina quando mi sono svegliato sono stato un paio di minuti con gli occhi chiusi, mentre mi godevo quegli ultimi secondi di sonno ho sentito un martellare ritmico sulle tegole del tetto e ho capito che pioveva e subito mi sono girate le palle. Ormai ho perso il conto dei weekend che sono stati “benedetti” dalla pioggia tanto è grande il loro numero, e la beffa sembra sempre essere la solita: sole durante la settimana quando tutti o lavoriamo o andiamo a scuola e diluvio universale il venerdì, il sabato e la domenica. Come alcuni di voi sapranno sono un tipo che cerca sempre di trovare qualcosa di positivo in tutto quello che la vita mi presenta, ma io il 24 maggio me lo aspettavo completamente diverso e la pioggia, oltre che rovinare i miei piani, destabilizza anche la mia condizione fisica perché aumenta gli spasmi che percorrono il mio corpo e rende le azioni che faccio solitamente molto più difficili di quanto non lo siano già.

Visto che non trovavo nulla di positivo nella pioggia, ho cercato qualcosa che mi avrebbe potuto migliorare l’umore, e mi è bastato fermarmi a pensare qualche minuto per ritrovare il sorriso. Continua a leggere Pioggia.

Oggi.

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Oggi i miei sforzi sono stati ripagati, la fatica, il dolore e le lacrime che ho versato in questi anni finalmente hanno dato i loro frutti. Non so che anno è, non conosco la data ne l’ora ma presumo sia un giorno di primavera, gli alberi ai lati della strada sono pieni di fiori e foglie, il sole mi scalda la pelle e il vento trasporta i profumi nell’aria. Non provo altro sentimento che non sia gioia, quasi come se mi trovassi in un sogno vedo un’aura magica che circonda di luce tutti gli oggetti su cui si posa il mio sguardo, sono vivo e i miei desideri si sono finalmente realizzati. Continua a leggere Oggi.

Musica.

Non ve ne ho mai parlato, ma una delle cose che amo di più in assoluto è la musica. In tutti i miei post c’è sempre una parte che riesco a scrivere solamente ascoltando una canzone, devo per forza trovare un insieme di note che in qualche modo risveglia una parte di me che altrimenti rimarrebbe sempre assopita per terminare ogni post. Da quando ho memoria ogni giorno della mia vita è stato accompagnato da una colonna sonora che variava a seconda del mio stato emotivo, per ogni ricordo che conservo, bello o brutto che sia, ci sono sempre una canzone o un gruppo che se ascoltati mi catapultano indietro nel tempo e me lo fanno rivivere. La musica è magica, non giudica e “se la fa” con tutti quelli che hanno voglia di ascoltarla, ecco perché mi piace. Oggi volevo condividere con voi una parte della mia “soundtrack”, spero che vi dia la stessa carica e gioia che sta dando a me mentre scrivo. Un abbraccio,

Marqo

Kid Cudi – Erase Me feat Kanye West

Wiz Khalifa – Bout Me feat Problem & Iamsu!

T.I. – Live Your Life feat. Rihanna

Mac Miller – Life Ain’t Easy

The Who – Baba O’Riley

blink 182 – What’s My Age Again?

blink-182 – First Date

Oasis – Champagne Supernova

Tribalistas – Jà Sei Namorar

Manu Chao – Bongo Bong

Rino Gaetano – Ma Il Cielo è Sempre Più Blu

Articolo 31 feat Carmelo Saenz Mendoza – Guapa Loca

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Ho chiuso gli occhi.

Oggi ho chiuso gli occhi e ho visto te, stavi seduta in un giardino ed era come se il sole avesse deciso che eri l’unica creatura al mondo per cui valesse la pena di splendere. Ho chiuso gli occhi e ho visto il tuo viso, la tua bocca e i tuoi occhi, i tuoi capelli, le tue mani e il vestito che a malapena ti copre le gambe accavallate. Ho chiuso gli occhi e nel buio ti ho vista cantare la tua canzone preferita, ballare a piedi nudi su una spiaggia d’estate e ridere di gusto. Ho chiuso gli occhi e ho visto noi due, il nostro primo incontro e il nostro primo bacio; in tutta quell’oscurità, con la stessa luminosità di una stella, ti ho vista senza niente addosso, ho sentito per la prima volta  il tuo cuore battere, ho assaggiato il sapore della tua pelle e sentito il profumo dei tuoi capelli. Ho chiuso gli occhi e ho visto i nostri giorni passati insieme, i bicchieri di vino vuoti e le  nostre cene alle 10 di sera, i film lasciati a metà e le lenzuola del letto cadute sul pavimento; ho visto la nostra complicità, le nostre vasche d’acqua calda e i nostri viaggi, le nostre foto, i nostri progetti, la tua ossessione per le scarpe e la mia ossessione per i motori.  Ho chiuso gli occhi e ho sentito le tue paure, ti ho permesso di sentire le mie e insieme le abbiamo affrontate. In questo splendido sogno ti ho visto vivere, ridere, piangere e sognare, amare, essere fragile e essere forte; ti ho vista bambina, donna e signora anziana, sei stata mia per un giorno e del mondo per sempre.

Oggi ho chiuso gli occhi perché il mondo mi faceva paura e ho visto te, la donna che amo e ancora non conosco. Ho chiuso gli occhi e poi li ho riaperti, grato di poter ancora lottare nella speranza di incontrarti davvero.

Love

Vi guardo.

Oggi mentre attraversavo Roma in macchina ho cominciato ad osservare le facce delle persone che camminavano lungo il marciapiede, ho lasciato scorrere sotto i miei occhi un fiume di gente di sesso, età e razza diverse che in comune aveva una sola cosa, nessuno di loro sorrideva. Ho guardato un viso alternarsi a un altro senza che nessuno mai mostrasse, fatta eccezione per i bambini, un minimo di felicità o gratitudine per quello che possedevano. Avrei voluto urlargli quanto erano fortunati, gridargli dal finestrino di essere felici perché la vita è bellissima, ma tutto quello che sono riuscito a fare è stato giustificarli. Come potevano apprezzare i doni che avevano ricevuto alla nascita se non avevano mai vissuto un giorno senza?

Tutto quello che ho imparato sul vero valore delle piccole cose mi è stato insegnato dal momento in cui il mio corpo ha smesso di muoversi per mia volontà, quando la lesione midollare ha spazzato via tutti i miei piani per il futuro e mi ha lasciato due sole certezze:  la carrozzina e la morte. La bellezza del sole che splende nel cielo mi ha commosso solo dopo che ho passato quaranta giorni in ospedale senza mai lo poterlo vedere, l’importanza del respirare autonomamente l’ho capita soltanto quando per cinque mesi ho convissuto con un respiratore artificiale che lo faceva al posto mio, il valore della vita l’ho scoperto solo dopo aver chiuso gli occhi senza la certezza di poterli riaprire.

Vi guardo e mi chiedo cosa posso fare per aiutarvi a capire  la grandezza che c’è in un gesto semplice come una stretta di mano senza che dobbiate arrivare ad aver timore di conoscere qualcuno perché non potete più farlo, come posso fare a dirvi che gli esseri umani per capire il valore di quello che hanno spesso devono perderlo e, soprattutto, come posso spiegarvi che non avete motivo di sprecare la vita a essere infelici senza che dobbiate capirlo come ho fatto io.

Vi guardo e realizzo che l’unica cosa che posso fare è scrivere parole, raccontare com’è la vita senza tutto questo e sperare che a raccoglierle non ci sia solo il vento.

Vi guardo

Gioia.

Me ne sto nudo davanti allo specchio e con le dita seguo le vene che corrono lungo i miei avambracci, stupefatto osservo le mie gambe che si sono decisamente allungate dall’ultima volta che sono stato in piedi, apro e chiudo le dita delle mani e mi crogiolo nella consapevolezza di essere finalmente guarito.

Provo una gioia immensa perché nella mia “nuova vita” tutto è fantastico, il sole splende come non mai e io continuo a ridere, sento la moto vibrare sotto di me mentre apro e lascio “cantare” il motore e mi godo il vento che mi frusta il corpo. Tutto ha un sapore nuovo, correre non è mai stato così liberatorio e  ballare non è mai stato così elettrizzante. Fare l’amore non è mai stato così bello, ogni bacio è più intenso di quello precedente e ogni abbraccio più lungo.

Io avevo perso tutto ma l’ho ritrovato.

Io sono guarito e mi sento più vivo che mai.

Io vivo il mio sogno e sono un ragazzo felice.

gioia

Sirdalud.

Oggi mentre andavo a Roma pensavo alla mia vita, a tutte le cose che ho, a quelle che mi mancano e a quelle che vorrei avere. Più lasciavo vagare lo sguardo sulle colline della Toscana più invecchiavo, sentivo sulle spalle il peso di tutte le esperienze vissute in questi 5 anni, vedevo i volti delle persone che mi avevano accompagnato lungo questo strano “viaggio” e l’unica sensazione che riuscivo a provare era l’impotenza. Non solo non sono padrone della mia vita, devo anche convivere giornalmente con limiti e rinunce dovute alla mia situazione.

Come un vecchio che ha la mente ancora giovane mi ritrovo spesso a voler fare cose che per il mio corpo non sono più possibili e, quando il limite si palesa in modo così impetuoso io mi sento impotente e fuori posto, come un vecchio in un mondo di giovani dove sei quello che appari. Come un vecchietto mi vergogno del mio fisico, come lui soffro quando realizzo che le ragazze in me non vedono più un ragazzo con cui uscire ma semplicemente un amico con cui confidarsi e, come lui, vorrei poter tornare giovane anche solo per un giorno per godermi la bellezza di quel periodo che ho perso per sempre.

Non so cosa trasmetta esattamente questo post, forse la mia voglia di guarire. Tornando a casa ho scoperto che il Sirdalud, una pastiglia che prendo per ridurre la spasticità dei muscoli, mi fa dimenticare un sacco di cose che faccio durante il giorno. Se questo post farà schifo come penso, la colpa è solo sua.

The Who – Baba O’Riley

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