Buone feste?

 

Sono passati più di due mesi da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, due mesi durante i quali post frivoli si sono alternati con post più “profondi” e in cui, con mia grande gioia, molti di voi hanno gratificato il mio impegno con parole splendide. Sono sicuro di non essere sempre stato all’altezza dei complimenti che mi avete fatto, possono dimostrarlo per esempio la mia discontinuità nel pubblicare post e la difficoltà che spesso incontro quando devo spiegare un concetto, ma credo di essere ugualmente riuscito a far passare i messaggi che volevo vi arrivassero. Questo piccolo spazio in rete non è mai stato solamente un diario personale a cui poter confidare  le mie gioie e i miei dolori, questo è stato il mezzo attraverso il quale voi che lo leggete avete imparato a conoscere una parte di me che tenevo nascosta e avete condiviso, sebbene solo grazie all’immaginazione, la mia stessa visione della vita. Continua a leggere Buone feste?

Il gemello cattivo.

mark

Quante cose vorrei fare e non posso, quante volte devo dire no con la bocca mentre il mio cuore grida “si, facciamolo subito!”. Mi sembra di essere costretto a condividere una cella con un compagno sgradevole che condiziona le mie scelte e allo stesso tempo esalta parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Non ho avuto scelta, la vita mi è toccato affrontarla senza nessuna preparazione quando avevo sedici anni, ho dovuto fare i conti con la realtà quando a tutti era concesso sognare e soprattutto ignorare che al mondo ci fosse anche la sofferenza, che ci fosse un cambiamento così grande dietro un azione così piccola. Continua a leggere Il gemello cattivo.

Salviamo l’Italia.

people

Primarie, scontri diretti, ballottaggi, candidati, finanziaria, Bersani, Renzi, Alfano, Berlusconi e Monti. Se te lo stai chiedendo, non sono impazzito, ho solo fatto un elenco delle parole che ultimamente appaiono più spesso sui giornali; LE PRIMARIE: tutti ne parlano e tutti vogliono fare parte di questo evento che sembra destinato a cambiare in meglio il futuro del nostro paese, ma siamo sicuri che funzionerà? Continua a leggere Salviamo l’Italia.

Costanza.

Mentre passo le mie giornate ad immaginare quello che mi aspetta nel futuro mi accorgo che lascio scorrere la vita senza accorgermene, i giorni passano veloci uno dopo l’altro in una routine che purtroppo non mi fa più paura. Vivo con la mente proiettata in avanti e non ho un obbiettivo da raggiungere che mi dia almeno l’illusione di sbattermi per qualcosa in cui credo. Mi piacerebbe scrivere un libro  sulla mia storia, su come sia riuscito a trovare la felicità in un momento della mia vita in cui trovarla sembrava impossibile, ma oltre al fatto di non averne le capacità si aggiunge la mia svogliatezza e, così come l’ho cominciato, lo accantono molto presto. Continua a leggere Costanza.

Rimpianti.

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Ho appena finito di guardare il film “Happy Family” per la seconda volta, e oltre alla scena del pianoforte, che ritengo bellissima, mi ha molto colpito il momento in cui Ezio e Caterina sono l’uno di fronte all’altro e guardandosi pensano la stessa cosa: “Vorrei baciarla, ma ho paura a chiederglielo.” Da qui è partita la mia riflessione, mi sono chiesto quante cose non avessi fatto nella vita per paura delle conseguenze, quante cose non avessi detto per timore di come avrebbero reagito le persone a cui erano indirizzate e con amarezza ho ammesso a me stesso che erano così tante che non sarei nemmeno riuscito a contarle. Continua a leggere Rimpianti.

Find a cure.

Oggi leggevo un articolo che in poche parole elencava le cose positive dell’essere disabile, la prima cosa che ho pensato è che chiunque lo abbia scritto dev’essere chiaramente un pazzo, come se avere un cartellino che ti permette di parcheggiare vicino all’entrata di un centro commerciale fosse così bello da spingere le persone a spezzarsi la spina dorsale per averlo. Continua a leggere Find a cure.

Sunday.

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Questa domenica, come tutte quelle che ho vissuto finora, sta volgendo al termine, e con un po’ di malinconia mi trovo a ripensare al passato. Sono già più di venti giorni che ho iniziato a sputtanare i miei sentimenti su questo blog, sono più di quattro anni che mi martello il cervello tentando di capire perché questa esperienza sia toccata proprio a me e sono più di ventun’anni che i miei occhi osservano il mondo scorrergli davanti, non posso fare a meno di pensare con un velo di tristezza che il tempo non aspetta nessuno, se ne fotte di tutto e tutti e va avanti per il suo cammino che tu lo voglia o no. Continua a leggere Sunday.

Almiro.

“Un ragazzo che sorrideva sempre, che amava la buona cucina e che ha conquistato subito tutti in famiglia”, con queste parole la nonna mi ha descritto centinaia di volte i primi momenti passati con te, come quando venivi a Verola e facevi tornare a casa tardi la zia, o quando andavi con tutta la famiglia a Igea Marina e facevi giocare mia mamma che era ancora una bambina. Sei riuscito a conquistare tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarti, compresi due gemelli di nome Marco e Andrea, che da subito ti hanno eletto come modello da seguire. Continua a leggere Almiro.

Appena prima di dormire.

Oggi è stata una giornata assai impegnativa che, complice la levataccia alle 3 e mezza, il volo andata e ritorno da Roma e le quattro ore di aeroporto, mi ha provato sia fisicamente che mentalmente. Adesso che sono le 23 e 19 e le mie palpebre cominciano a calare, la mia mente offuscata dal sonno ha deciso di svegliarsi e di obbligarmi a raccontare al mio blog  cosa esattamente io stia provando ora. Nel caso in cui tu ti sia già rotto le palle leggendo queste prime righe, è mio dovere informarti che quelle che verranno potranno solo rompertele di più, se invece la lettura fino ad ora ti è piaciuta e decidi di andare avanti, prometto che farò del mio meglio per non rovinare l’atmosfera che si è creata. Continua a leggere Appena prima di dormire.

Ungarettiani.

Oggi ho avuto la riconferma che la vita da tetraplegico, con tutte le privazioni che ogni giorno devo affrontare, non mi sta così antipatica come credevo. Non fraintendete le mie parole, io vorrei alzarmi in piedi proprio mentre scrivo questo post, ma mi sono accorto di essere un po’ “Ungarettiano” per quanto riguarda la visione dell’esistenza umana sulla terra, perché anch’io come lui vivo situazioni complicate che invece di abbattere il mio morale mi fanno amare la vita di più. Continua a leggere Ungarettiani.