Just Keep Moving #001

Ciao. Oggi inauguro una nuova rubrica. Anzi, rubrica sarebbe il nome adatto se stessi scrivendo per una rivista scandalistica, e questo blog è tutt’altra cosa. Diciamo quindi che inaugurò un nuovo progetto. O meglio, un progetto nel progetto. Se queste prime righe ti hanno confuso, non posso che darti ragione, quindi andrò direttamente al sodo. Continua a leggere Just Keep Moving #001

Pasqua

Mi è sempre piaciuta la Pasqua. Non tanto per la sua connotazione religiosa, che nella vita non ho mai veramente approfondito (mi considero infatti rimandato a settembre come cattolico), quanto più per il suo significato di rinascita. Sì perché, la Pasqua arriva in primavera e porta con sé una ventata di novità che l’inverno fa dimenticare ai più. C’è il sole, arrivano i primi fiori, i primi profumi, il mondo sembra quasi risvegliarsi. Penso questo, mentre sono nel letto e vedo la luce entrare dalla mia finestra. Continua a leggere Pasqua

300

Udite udite! Squillino le trombe, e rullino i tamburi. Abbiamo appena superato i 300 iscritti sulla pagina di Facebook!

Per festeggiare questo avvenimento, ho deciso di suggerire una lista di cose che potremmo fare insieme!

Come prima scelta, visto anche il numero raggiunto, propongono la protezione della Grecia dalla minaccia dell’impero persiano. Come Leonida e i valorosi 300 spartani, respingeremo l’attacco degli invasori alle Termopili e verremo ricordati nei secoli a venire. Ci saranno spiaggia, mare, attività fisica e la possibilità di creare delle Instagram Stories davvero memorabili. Astenersi perditempo, vasai, fabbri e ateniesi in generale. In caso di morte anticipata (praticamente certa) non si effettuano rimborsi. Continua a leggere 300

Hawking

Oggi è morto Stephen Hawking. Aveva 76 anni.

Non so di preciso perché io stia scrivendo questo post. Non sono un fisico. Non mi piace la fisica. Alle superiori, uscivo volontario alle interrogazioni per fare scena muta e prendere 4, così da alzare la media del voto che avrei avuto in pagella. A pensarci, non ho nemmeno mai letto una sua pubblicazione. Eppure il personaggio di S. H. Mi ha sempre affascinato. Sì perché, se parliamo di raggiungere grandi traguardi nonostante le circostanze della vita, lui è l’esempio perfetto. Continua a leggere Hawking

Stefano.

Ciao Stefano! A cosa stavi pensando? È questa la domanda che ho in testa, mentre cerco di trovare parole che possano rendere giustizia alla persona che sei. Parlò ancora al presente, nonostante tu non sia più qui da un paio di giorni, perché non si è ancora sedimentata l’idea che te ne sia andato.

Scorro i ricordi, e non riesco a trovare un momento passato con te in cui ci sia anche un briciolo di tristezza. Ci siamo sempre fatti grasse risate, insieme. Parlando del Milan, scambiandoci meme, ridendo delle battute scarse che faceva lo zio. Poi si poteva parlare di tutto, consigliarci film e serie tv, discutere di tecnologia, motori e tanta, tantissima musica. Continua a leggere Stefano.

Forse.

Ciao. Ho proprio pochi minuti. Ma devo parlare di una cosa che ultimamente mi brucia dentro. Una parola che, con il tempo, ho imparato ad odiare. Lo so, odio sembra esagerato come sentimento da provare per una parola, ma ti posso assicurare che solo a sentirla nominare mi viene l’orticaria. Sicuramente la conosci e qualche volta l’avrai pure usata. Come biasimarti, l’ho fatto anch’io per molto tempo. Poi ho deciso di cambiare.

L’avrai sicuramente già capito dal titolo, ma se la cosa non fosse ancora ovvia, la parola incriminata è “forse“. Il vocabolo più insipido della lingua italiana. Perché tanta avversione verso queste cinque lettere? Perché con il forse non si va da nessuna parte. Chiunque lo pronunci, secondo me, si ritrova immediatamente in uno stato di incertezza. Ma vediamo questa mia teoria in un esercizio pratico. Continua a leggere Forse.