Ciao! Eccoci di nuovo ad un altro episodio di JKM. Con quello di oggi, siamo a 12 episodi. Nell’ultimo post, cioè quello di mercoledì, ti ho confessato di non aver prodotto praticamente nulla nei giorni precedenti. Tra ieri e oggi, il risultato non è cambiato di molto. Ho scritto qualcosa, ma non mi ci sono buttato anima e corpo.
Bene. Comincia a scrivere. Che poi, bene? Sei sicuro sia questa la parola esatta per iniziare il post di oggi? Proprio il 1 marzo? Proprio oggi che ricorre l’anniversario della tua lesione midollare? Continua a leggere Il Primo Marzo 2.0
Sto pensando a quanto sia cambiata la mia vita. Dal 1 Marzo 2008 sono passati quasi nove anni, e io ho passato un terzo della mia vita su una sedia a rotelle. Ci sono momenti di quiete, durante i quali mi fermo e penso alla strada che ho fatto finora. Mi manca essere in pieno controllo della mia vita? Continua a leggere Tunnel.
Questa sera, dopo aver mangiato l’inverosimile a cena, ci siamo messi a raccontare tutte le stupidaggini che facevamo da bambini e, inutile dirlo, io sono stato quello che ha parlato di più. Me le ricordo tutte, le cadute in bici, le multe prese in motorino, le bigiate puntualmente scoperte da mia madre, le prime sigarette, le botte che mi davo con il mio migliore amico e così via. Quando ho finito di raccontare, mentre tutti ridevano, io mi sono trovato in uno stato d’animo che oscillava tra la gioia e il dolore, mi ha afferrato il cuore la stessa malinconia che vedo negli occhi di mia nonna ogni volta che mi racconta le storie del suo passato, e quando le risate sono cessate mi sono sentito vecchio di cent’anni. Mentre Andrea mi metteva a letto ha acceso il computer e ha fatto partire diverse canzoni di qualche anno fa, ed è stato in quel momento che mi sono ricordato che tra due giorni sarà l’anniversario del giorno che più di tutti mi ha sconvolto la vita, quello in cui sono diventato tetraplegico. Continua a leggere Il Primo Marzo.
Tutto si muove a rallentatore, come se una telecamera che solitamente riprende una partita di calcio stesse facendo la moviola del mio salto mortale, e mi accorgo da subito di non aver impresso abbastanza forza nello slancio che mi permetterà di completare il giro.
Non allungo le braccia per parare l’urto imminente e vedo la terra capovolgersi, chiudo gli occhi e atterro con tutto il peso del corpo sulla testa; non c’è nessuna vita che si srotola tipo pellicola cinematografica davanti ai miei occhi, nessuna luce mistica alla fine di un tunnel scuro e nessun grido di dolore, tutto è annichilito dalla scossa terribilmente reale che sento nel collo e dalle formiche che tutto ad un tratto abitano ogni parte del mio corpo. Continua a leggere Rompersi il collo.