Immagina.

dinner

Immagina un paesello nascosto tra le colline toscane, il sole che tramonta nel mare e l’aria che di colpo si rinfresca. Immagina di camminare per le viuzze e poi scegliere un ristorante dove fanno cucina tipica del posto, immagina di sederti al tavolo e gustarti il piatto che più hai voglia di mangiare accompagnato da quello che più ti piace bere. Immagina le luci che creano un’atmosfera unica e i profumi allettanti che ti stuzzicano l’appetito, i muri delle case in pietra che sembrano catapultarti indietro nel tempo e il selciato consumato che corre lungo tutte le strade del paese. Continua a leggere Immagina.

Ho chiuso gli occhi.

Oggi ho chiuso gli occhi e ho visto te, stavi seduta in un giardino ed era come se il sole avesse deciso che eri l’unica creatura al mondo per cui valesse la pena di splendere. Ho chiuso gli occhi e ho visto il tuo viso, la tua bocca e i tuoi occhi, i tuoi capelli, le tue mani e il vestito che a malapena ti copre le gambe accavallate. Ho chiuso gli occhi e nel buio ti ho vista cantare la tua canzone preferita, ballare a piedi nudi su una spiaggia d’estate e ridere di gusto. Ho chiuso gli occhi e ho visto noi due, il nostro primo incontro e il nostro primo bacio; in tutta quell’oscurità, con la stessa luminosità di una stella, ti ho vista senza niente addosso, ho sentito per la prima volta  il tuo cuore battere, ho assaggiato il sapore della tua pelle e sentito il profumo dei tuoi capelli. Ho chiuso gli occhi e ho visto i nostri giorni passati insieme, i bicchieri di vino vuoti e le  nostre cene alle 10 di sera, i film lasciati a metà e le lenzuola del letto cadute sul pavimento; ho visto la nostra complicità, le nostre vasche d’acqua calda e i nostri viaggi, le nostre foto, i nostri progetti, la tua ossessione per le scarpe e la mia ossessione per i motori.  Ho chiuso gli occhi e ho sentito le tue paure, ti ho permesso di sentire le mie e insieme le abbiamo affrontate. In questo splendido sogno ti ho visto vivere, ridere, piangere e sognare, amare, essere fragile e essere forte; ti ho vista bambina, donna e signora anziana, sei stata mia per un giorno e del mondo per sempre.

Oggi ho chiuso gli occhi perché il mondo mi faceva paura e ho visto te, la donna che amo e ancora non conosco. Ho chiuso gli occhi e poi li ho riaperti, grato di poter ancora lottare nella speranza di incontrarti davvero.

Love

Incenso.

Me ne sto sdraiato a letto e lascio che il profumo dell’incenso che brucia pervada il mio corpo, lascio che il sottile filo di fumo disegni figure nell’aria e cerco di perdermi in esse. I sogni arrivano alla mia mente come un fiume impetuoso, sogni del passato si mischiano a sogni futuri e quasi perdo il contatto con la realtà, tutto sfoca e lascio che il mio cervello vaghi per mondi sconosciuti. In mezzo a tutto questo pandemonio l’unica immagine nitida che vedo è quella dei suoi occhi, due diamanti che mi scrutano nel profondo cercando la parte peggiore, quella che nascondo addirittura a me stesso. Due diamanti che capiscono tutto, così belli da lasciarmi senza parole e così intensi da annichilire i mostri che nascondo dietro un sorriso. Non ho più paura adesso, posso finalmente essere me stesso e lo posso fare con una persona a cui piaccio anche senza la maschera che ogni giorno indosso prima di uscire di casa. L’incenso brucia e il filo di fumo corre a dipingere il suo viso nell’aria, se potessi allungherei volentieri le braccia per carezzarle i capelli ma il fumo si disperderebbe spezzando l’incantesimo che l’ha portata qui vicino al mio letto, guardo la piccola brace mentre brilla nel buio e lascio che l’incenso  bruci fino in fondo.

L’incenso brucia e io scrivo, canto, corro e ballo.

L’incenso brucia e la bacio, la abbraccio e ci faccio l’amore.

L’incenso brucia e sognarla mi lascia senza fiato. Sempre.

Incenso.

Sei.

Sei gambe lunghe, dita affusolate, pelle di pesca e capelli morbidi. Sei profumo d’estate, brezza marina, sole cocente e pioggia scrosciante. Sei il bello e il brutto della vita, la ragione per cui spesso soffro ma ancora lotto, sei ogni mio respiro ed ogni mio battito del cuore. Sei quella che mi accetta per la persona che sono, quella che ha visto voglia di vita dove molti vedono il contrario, quella che capisce  la mia tristezza e l’accetta con la stessa tranquillità con cui accetta la mia felicità. Sei i miei piani futuri e quelli presenti, sei le mie gambe e le mie braccia, le mie corse e i miei balli, i miei sorrisi e la mia vita. Sei nascosta e non ti trovo, sei ovunque e non ho il coraggio di farmi avanti. Sei questo blog, la mia ispirazione e la ragione per cui scrivo.

Sei tutto questo e ancora non ti conosco. Sei tutto questo e ancora non hai un volto.

Sei

Ti immagino.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=LjhCEhWiKXk]

Ti immagino mentre mi guardi, mentre ridi alle mie battute e mi chiami pagliaccio, mentre stai seduta al sole e non mi sembri neanche vera. Immagino i tuoi occhi, la tua bocca, le tue mani, chiudo gli occhi e vedo i tuoi capelli, sento il tuo profumo, ascolto il tuo cuore battere e vedo la vita sorridermi. Continua a leggere Ti immagino.

Dedicarle una canzone.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=9DOWpks0F4k]

Stare sdraiato sul letto a guardarla negli occhi senza accorgermi del tempo che passa, riderci per cose stupide, parlarci di tutto, baciarla per passione o per gioco,  accarezzarle i capelli, sentire l’odore della sua pelle, farci le coccole, farci l’amore, disegnare con le dita linee immaginarie sul suo corpo, guardarla sorridere, ascoltarla parlare e sognare con lei. Continua a leggere Dedicarle una canzone.

Il gemello cattivo.

mark

Quante cose vorrei fare e non posso, quante volte devo dire no con la bocca mentre il mio cuore grida “si, facciamolo subito!”. Mi sembra di essere costretto a condividere una cella con un compagno sgradevole che condiziona le mie scelte e allo stesso tempo esalta parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Non ho avuto scelta, la vita mi è toccato affrontarla senza nessuna preparazione quando avevo sedici anni, ho dovuto fare i conti con la realtà quando a tutti era concesso sognare e soprattutto ignorare che al mondo ci fosse anche la sofferenza, che ci fosse un cambiamento così grande dietro un azione così piccola. Continua a leggere Il gemello cattivo.

Find a cure.

Oggi leggevo un articolo che in poche parole elencava le cose positive dell’essere disabile, la prima cosa che ho pensato è che chiunque lo abbia scritto dev’essere chiaramente un pazzo, come se avere un cartellino che ti permette di parcheggiare vicino all’entrata di un centro commerciale fosse così bello da spingere le persone a spezzarsi la spina dorsale per averlo. Continua a leggere Find a cure.

Almiro.

“Un ragazzo che sorrideva sempre, che amava la buona cucina e che ha conquistato subito tutti in famiglia”, con queste parole la nonna mi ha descritto centinaia di volte i primi momenti passati con te, come quando venivi a Verola e facevi tornare a casa tardi la zia, o quando andavi con tutta la famiglia a Igea Marina e facevi giocare mia mamma che era ancora una bambina. Sei riuscito a conquistare tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarti, compresi due gemelli di nome Marco e Andrea, che da subito ti hanno eletto come modello da seguire. Continua a leggere Almiro.

Appena prima di dormire.

Oggi è stata una giornata assai impegnativa che, complice la levataccia alle 3 e mezza, il volo andata e ritorno da Roma e le quattro ore di aeroporto, mi ha provato sia fisicamente che mentalmente. Adesso che sono le 23 e 19 e le mie palpebre cominciano a calare, la mia mente offuscata dal sonno ha deciso di svegliarsi e di obbligarmi a raccontare al mio blog  cosa esattamente io stia provando ora. Nel caso in cui tu ti sia già rotto le palle leggendo queste prime righe, è mio dovere informarti che quelle che verranno potranno solo rompertele di più, se invece la lettura fino ad ora ti è piaciuta e decidi di andare avanti, prometto che farò del mio meglio per non rovinare l’atmosfera che si è creata. Continua a leggere Appena prima di dormire.