Così è la vita.

Come dobbiamo comportarci quando tutto sembra andare male? Io questa domanda me la pongo da quando le giornate “brutte” si sono fatte più frequenti,  ho cominciato a farmela il giorno in cui ho smesso di scappare dai miei problemi e, ad oggi, non ho ancora trovato una risposta certa. Questo ragionamento nasce dal fatto che oggi ho i muscoli lungo la schiena e il collo a pezzi, provo un dolore così forte che mi fanno male gli zigomi e il mio umore oscilla pericolosamente verso la zona “Perchè a me?”. “Non è giusto” continuo a ripetermi, stasera dovrei potermi godere la cena con i miei amici invece di pensare al mal di collo, dovrei divertirmi senza avere tutte queste menate per la testa e invece eccomi qui, dolorante e senza vie d’uscita. Più mi ripeto che il destino è ingiusto più si fa strada nella mia testa il titolo di uno dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo che preferisco: “Così è la vita”. Continua a leggere Così è la vita.

Immagina.

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Immagina un paesello nascosto tra le colline toscane, il sole che tramonta nel mare e l’aria che di colpo si rinfresca. Immagina di camminare per le viuzze e poi scegliere un ristorante dove fanno cucina tipica del posto, immagina di sederti al tavolo e gustarti il piatto che più hai voglia di mangiare accompagnato da quello che più ti piace bere. Immagina le luci che creano un’atmosfera unica e i profumi allettanti che ti stuzzicano l’appetito, i muri delle case in pietra che sembrano catapultarti indietro nel tempo e il selciato consumato che corre lungo tutte le strade del paese. Continua a leggere Immagina.

Pioggia.

Stamattina quando mi sono svegliato sono stato un paio di minuti con gli occhi chiusi, mentre mi godevo quegli ultimi secondi di sonno ho sentito un martellare ritmico sulle tegole del tetto e ho capito che pioveva e subito mi sono girate le palle. Ormai ho perso il conto dei weekend che sono stati “benedetti” dalla pioggia tanto è grande il loro numero, e la beffa sembra sempre essere la solita: sole durante la settimana quando tutti o lavoriamo o andiamo a scuola e diluvio universale il venerdì, il sabato e la domenica. Come alcuni di voi sapranno sono un tipo che cerca sempre di trovare qualcosa di positivo in tutto quello che la vita mi presenta, ma io il 24 maggio me lo aspettavo completamente diverso e la pioggia, oltre che rovinare i miei piani, destabilizza anche la mia condizione fisica perché aumenta gli spasmi che percorrono il mio corpo e rende le azioni che faccio solitamente molto più difficili di quanto non lo siano già.

Visto che non trovavo nulla di positivo nella pioggia, ho cercato qualcosa che mi avrebbe potuto migliorare l’umore, e mi è bastato fermarmi a pensare qualche minuto per ritrovare il sorriso. Continua a leggere Pioggia.

Oggi.

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Oggi i miei sforzi sono stati ripagati, la fatica, il dolore e le lacrime che ho versato in questi anni finalmente hanno dato i loro frutti. Non so che anno è, non conosco la data ne l’ora ma presumo sia un giorno di primavera, gli alberi ai lati della strada sono pieni di fiori e foglie, il sole mi scalda la pelle e il vento trasporta i profumi nell’aria. Non provo altro sentimento che non sia gioia, quasi come se mi trovassi in un sogno vedo un’aura magica che circonda di luce tutti gli oggetti su cui si posa il mio sguardo, sono vivo e i miei desideri si sono finalmente realizzati. Continua a leggere Oggi.

Ho chiuso gli occhi.

Oggi ho chiuso gli occhi e ho visto te, stavi seduta in un giardino ed era come se il sole avesse deciso che eri l’unica creatura al mondo per cui valesse la pena di splendere. Ho chiuso gli occhi e ho visto il tuo viso, la tua bocca e i tuoi occhi, i tuoi capelli, le tue mani e il vestito che a malapena ti copre le gambe accavallate. Ho chiuso gli occhi e nel buio ti ho vista cantare la tua canzone preferita, ballare a piedi nudi su una spiaggia d’estate e ridere di gusto. Ho chiuso gli occhi e ho visto noi due, il nostro primo incontro e il nostro primo bacio; in tutta quell’oscurità, con la stessa luminosità di una stella, ti ho vista senza niente addosso, ho sentito per la prima volta  il tuo cuore battere, ho assaggiato il sapore della tua pelle e sentito il profumo dei tuoi capelli. Ho chiuso gli occhi e ho visto i nostri giorni passati insieme, i bicchieri di vino vuoti e le  nostre cene alle 10 di sera, i film lasciati a metà e le lenzuola del letto cadute sul pavimento; ho visto la nostra complicità, le nostre vasche d’acqua calda e i nostri viaggi, le nostre foto, i nostri progetti, la tua ossessione per le scarpe e la mia ossessione per i motori.  Ho chiuso gli occhi e ho sentito le tue paure, ti ho permesso di sentire le mie e insieme le abbiamo affrontate. In questo splendido sogno ti ho visto vivere, ridere, piangere e sognare, amare, essere fragile e essere forte; ti ho vista bambina, donna e signora anziana, sei stata mia per un giorno e del mondo per sempre.

Oggi ho chiuso gli occhi perché il mondo mi faceva paura e ho visto te, la donna che amo e ancora non conosco. Ho chiuso gli occhi e poi li ho riaperti, grato di poter ancora lottare nella speranza di incontrarti davvero.

Love

Vi guardo.

Oggi mentre attraversavo Roma in macchina ho cominciato ad osservare le facce delle persone che camminavano lungo il marciapiede, ho lasciato scorrere sotto i miei occhi un fiume di gente di sesso, età e razza diverse che in comune aveva una sola cosa, nessuno di loro sorrideva. Ho guardato un viso alternarsi a un altro senza che nessuno mai mostrasse, fatta eccezione per i bambini, un minimo di felicità o gratitudine per quello che possedevano. Avrei voluto urlargli quanto erano fortunati, gridargli dal finestrino di essere felici perché la vita è bellissima, ma tutto quello che sono riuscito a fare è stato giustificarli. Come potevano apprezzare i doni che avevano ricevuto alla nascita se non avevano mai vissuto un giorno senza?

Tutto quello che ho imparato sul vero valore delle piccole cose mi è stato insegnato dal momento in cui il mio corpo ha smesso di muoversi per mia volontà, quando la lesione midollare ha spazzato via tutti i miei piani per il futuro e mi ha lasciato due sole certezze:  la carrozzina e la morte. La bellezza del sole che splende nel cielo mi ha commosso solo dopo che ho passato quaranta giorni in ospedale senza mai lo poterlo vedere, l’importanza del respirare autonomamente l’ho capita soltanto quando per cinque mesi ho convissuto con un respiratore artificiale che lo faceva al posto mio, il valore della vita l’ho scoperto solo dopo aver chiuso gli occhi senza la certezza di poterli riaprire.

Vi guardo e mi chiedo cosa posso fare per aiutarvi a capire  la grandezza che c’è in un gesto semplice come una stretta di mano senza che dobbiate arrivare ad aver timore di conoscere qualcuno perché non potete più farlo, come posso fare a dirvi che gli esseri umani per capire il valore di quello che hanno spesso devono perderlo e, soprattutto, come posso spiegarvi che non avete motivo di sprecare la vita a essere infelici senza che dobbiate capirlo come ho fatto io.

Vi guardo e realizzo che l’unica cosa che posso fare è scrivere parole, raccontare com’è la vita senza tutto questo e sperare che a raccoglierle non ci sia solo il vento.

Vi guardo

Sei.

Sei gambe lunghe, dita affusolate, pelle di pesca e capelli morbidi. Sei profumo d’estate, brezza marina, sole cocente e pioggia scrosciante. Sei il bello e il brutto della vita, la ragione per cui spesso soffro ma ancora lotto, sei ogni mio respiro ed ogni mio battito del cuore. Sei quella che mi accetta per la persona che sono, quella che ha visto voglia di vita dove molti vedono il contrario, quella che capisce  la mia tristezza e l’accetta con la stessa tranquillità con cui accetta la mia felicità. Sei i miei piani futuri e quelli presenti, sei le mie gambe e le mie braccia, le mie corse e i miei balli, i miei sorrisi e la mia vita. Sei nascosta e non ti trovo, sei ovunque e non ho il coraggio di farmi avanti. Sei questo blog, la mia ispirazione e la ragione per cui scrivo.

Sei tutto questo e ancora non ti conosco. Sei tutto questo e ancora non hai un volto.

Sei

End of the road.

dead end

Stasera non so definire con certezza  quali sentimenti mi stanno vorticando nel cuore, l’unica certificazione che riesco a dargli è quella di appartenere alla stessa sfera emotiva dell’angoscia. Sto sdraiato nel letto a scrivere queste parole e, mentre lo faccio, ho la sgradevole sensazione di non essere all’altezza delle mie aspettative personali. Una cosa oggi l’ho imparata, tentare di ragionare con una persona che parte dal presupposto di essere nel giusto e che non mette mai in discussione se stessa, è una perdita di tempo. Continua a leggere End of the road.

Corea del Nord.

nuclear mushroom

Ieri sera verso le 11, come molti di voi già sapranno, dalla Corea del Nord è partita la minaccia di un attacco nucleare contro gli Stati Uniti. Mentre leggevo l’articolo che spiegava in modo dettagliato perché Kim Jong-un ritenga indispensabile avere un arsenale atomico per proteggere la nazione che lo vede come suo leader/dittatore, ho provato a immaginare quello che sarebbe successo se, una volta spento il computer, l’attacco fosse stato sferrato veramente. Sono stato subito pervaso da un senso di impotenza, la consapevolezza del fatto che per delle scelte operate da altre persone la mia vita, insieme a quella di molti altri, sarebbe dovuta finire in quel momento mi ha impedito di dormire serenamente e nella mia mente hanno iniziato ad alternarsi immagini di devastazione e interi discorsi che da tanto tempo vorrei dire ad alcune persone, senza mai aver trovato il coraggio di farlo veramente. Continua a leggere Corea del Nord.