Billy.

 

La settimana che è appena passata sono stato a Lanzarote, una delle nove isole che insieme formano l’arcipelago delle Canarie, e in sei giorni effettivi di vacanza ho avuto parecchie disavventure. Ho passato tutto il primo giorno al sole garantendomi così per quello successivo un “soggiorno” forzato a letto causa febbre a 38, il terzo, il quarto e il quinto sono stati giorni caratterizzati dalla quasi totale assenza del sole e il sesto ed ultimo è servito esclusivamente alla mia faccia per ustionarsi e riempirsi di vescichette che mi hanno tormentato per tutto il viaggio di ritorno. Continua a leggere Billy.

Rompersi il collo.

Tutto si muove a rallentatore, come se una telecamera che solitamente riprende una partita di calcio stesse facendo la moviola del mio salto mortale, e mi accorgo da subito di non aver impresso abbastanza forza nello slancio che mi permetterà di completare il giro.

Non allungo le braccia per parare l’urto imminente e vedo la terra capovolgersi, chiudo gli occhi e atterro con tutto il peso del corpo sulla testa; non c’è nessuna vita che si srotola tipo pellicola cinematografica davanti ai miei occhi, nessuna luce mistica alla fine di un tunnel scuro e nessun grido di dolore, tutto è annichilito dalla scossa terribilmente reale che sento nel collo e dalle formiche che tutto ad un tratto abitano ogni parte del mio corpo. Continua a leggere Rompersi il collo.

Mariavittoria.

Avete presente la canzone “La regina del celebrità” degli 883? Quella che racconta la prima volta in discoteca di Max Pezzali, quando vede una ragazza così bella da guardarla estasiato mentre balla, così perfetta da sognarla di notte e così inarrivabile da desiderarla con tutto se stesso senza però mai riuscire a “tirare fuori le palle” e parlarle. Questa canzone ha sempre avuto un significato particolare per me perchè mi ricorda quando avevo quindici anni e la mia regina del celebrità si chiamava Mariavittoria, aveva un viso che la faceva sembrare un angelo, due grandi occhi azzurri che ti illudevi potessero essere solo per te e un sorriso che ti faceva fare quello che lei ti chiedeva senza sforzo e senza porti mai nessuna domanda.

Aveva la mia età ma usciva con i ragazzi più grandi, a me e i miei amici lasciava solo la speranza di poterla conoscere, cosa che una volta che fosse avvenuta non avrebbe fatto altro che relegarci al ruolo dell’amico senza mai avere delle vere chance per essere qualcosa di più. Sono passati già sei anni da allora, eppure quando sento questa canzone non posso fare a meno di pensare a lei con un sorriso, di ripensare a quel periodo così bello e complicato della mia vita che non potrò rivivere mai più ma che ricorderò  per sempre con gioia . Io in verità un po’ più di palle di Max Pezzali le ho avute, con Mariavittoria ci parlavo e ci scherzavo, e l’ultima volta che l’ho vista è stata la sera del mio incidente. Da allora è cambiato tutto, lei è diventata mamma e io sono diventato meno stupido, e forse è proprio per questa ragione che ho scritto questo post. Qualcuno, prima o poi, doveva dirle cosa è stata lei per noi.

“Un giorno che ero in giro in centro per caso, 
dalla vetrina di un negozio ho visto un viso noto. 
Finta di niente mi sono fermato, 
ed eri tu per mano con tuo marito 
e il tuo bambino che dovrebbe avere 
a occhio e croce due anni o tre, 
che strano piacere che ho provato. 
Chissà se qualcuno ti ha detto mai, 
cosa sei stata tu per noi.” 

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One day.

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Un giorno non sarò più costretto a sognare la vita che vorrei vivere, mi guarderò allo specchio e ci vedrò la persona che immagino ogni notte, vedrò un Marco con il corpo che funziona bene tanto quanto il suo cervello. Braccia muscolose, fisico asciutto di sempre tornito dallo sport che pratico tutti i giorni, capelli lunghi e ribelli, barba vecchia di qualche giorno che non riesce a nascondere le cicatrici che ho sul collo quasi a volermi ricordare la fragilità della vita, mani grandi e forti, grandi occhi azzurri e un sorriso per tutti. Continua a leggere One day.

Vita.

Oggi è il classico giorno in cui scrivere è l’unico modo che ho per dare sfogo alle emozioni che sento nel cuore, e è di vita che intendo scrivere oggi. Quasi come se ci stesse prendendo per il culo il 2013 è partito nel peggiore dei modi, schiaffandoci in faccia la morte di un ragazzo di soli diciotto anni a soli due giorni dal suo inizio. Un ragazzo che ha lasciato famiglia, parenti e amici devastati dal dolore, che ha cercato di fuggirlo nel peggiore e, purtroppo, nel più definitivo dei modi. Non è la prima volta che vi dico quanto importante e preziosa sia la vita, ma oggi come non mai, in un mondo in cui non sembra esistere più nulla di giusto, sento il bisogno di scrivere cose che non ho mai detto a voce ma che spero vi possano aiutare. Continua a leggere Vita.

Duemilatredici.

NEWYEAR

Siamo arrivati alla fine di un altro anno, ancora una volta diamo il benvenuto al nuovo e diciamo addio al vecchio non senza prima averlo analizzato e giudicato come buono o cattivo. Se ci pensate un attimo, non c’è nessun fenomeno naturale che ci può dimostrare che ogni 31 dicembre muore un anno e che il primo di ogni gennaio ne nasce un altro, ma viviamo talmente proiettati nel futuro con la mente che abbiamo per forza bisogno di una data di scadenza per capire se il tempo che ci è sfuggito dalle mani è stato speso bene oppure no. Continua a leggere Duemilatredici.

Buone feste?

 

Sono passati più di due mesi da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, due mesi durante i quali post frivoli si sono alternati con post più “profondi” e in cui, con mia grande gioia, molti di voi hanno gratificato il mio impegno con parole splendide. Sono sicuro di non essere sempre stato all’altezza dei complimenti che mi avete fatto, possono dimostrarlo per esempio la mia discontinuità nel pubblicare post e la difficoltà che spesso incontro quando devo spiegare un concetto, ma credo di essere ugualmente riuscito a far passare i messaggi che volevo vi arrivassero. Questo piccolo spazio in rete non è mai stato solamente un diario personale a cui poter confidare  le mie gioie e i miei dolori, questo è stato il mezzo attraverso il quale voi che lo leggete avete imparato a conoscere una parte di me che tenevo nascosta e avete condiviso, sebbene solo grazie all’immaginazione, la mia stessa visione della vita. Continua a leggere Buone feste?

Il gemello cattivo.

mark

Quante cose vorrei fare e non posso, quante volte devo dire no con la bocca mentre il mio cuore grida “si, facciamolo subito!”. Mi sembra di essere costretto a condividere una cella con un compagno sgradevole che condiziona le mie scelte e allo stesso tempo esalta parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Non ho avuto scelta, la vita mi è toccato affrontarla senza nessuna preparazione quando avevo sedici anni, ho dovuto fare i conti con la realtà quando a tutti era concesso sognare e soprattutto ignorare che al mondo ci fosse anche la sofferenza, che ci fosse un cambiamento così grande dietro un azione così piccola. Continua a leggere Il gemello cattivo.

Salviamo l’Italia.

people

Primarie, scontri diretti, ballottaggi, candidati, finanziaria, Bersani, Renzi, Alfano, Berlusconi e Monti. Se te lo stai chiedendo, non sono impazzito, ho solo fatto un elenco delle parole che ultimamente appaiono più spesso sui giornali; LE PRIMARIE: tutti ne parlano e tutti vogliono fare parte di questo evento che sembra destinato a cambiare in meglio il futuro del nostro paese, ma siamo sicuri che funzionerà? Continua a leggere Salviamo l’Italia.

Costanza.

Mentre passo le mie giornate ad immaginare quello che mi aspetta nel futuro mi accorgo che lascio scorrere la vita senza accorgermene, i giorni passano veloci uno dopo l’altro in una routine che purtroppo non mi fa più paura. Vivo con la mente proiettata in avanti e non ho un obbiettivo da raggiungere che mi dia almeno l’illusione di sbattermi per qualcosa in cui credo. Mi piacerebbe scrivere un libro  sulla mia storia, su come sia riuscito a trovare la felicità in un momento della mia vita in cui trovarla sembrava impossibile, ma oltre al fatto di non averne le capacità si aggiunge la mia svogliatezza e, così come l’ho cominciato, lo accantono molto presto. Continua a leggere Costanza.