AIUTO.

Ho la febbre, di nuovo, sono nel letto solamente da un giorno e non ne posso già più. Sono incazzato con me stesso, nonostante mi fossi ripromesso di vivere senza rabbia, perché sono incapace di portare a termine qualsiasi cosa mi riproponga di fare. Non sono mai stato così, se c’era una cosa di cui mi potevo vantare era che faticare non mi faceva nessuna paura, passavo i miei pomeriggi ad aggiustare motorini o a sudare sette camice allo skatepark, lavoravo ore e ore per il semplice piacere di vedere realizzato il progetto che avevo in testa, mentre ora non ci riesco più. Continua a leggere AIUTO.

Uno scopo.

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Perché a me? Perché tra tutti gli stronzi del pianeta dovevo essere proprio io quello che si rompeva il collo e rimaneva paralizzato? Ecco la domanda che mi pongo tutte le volte che mi ricordo di essere tetraplegico, tutte le volte che guardo la bacheca di Facebook e vi vedo sorridenti, fidanzati o in vacanza e tutte le volte che devo affrontare una situazione secondo me ingiusta. “Non è giusto” ripeto a me stesso, non è giusto non poter fare skate, non è giusto non poter guidare, non poter correre, non poter essere indipendenti, dover dormire con i genitori perché non puoi scoprirti se hai caldo e non puoi bere se hai sete, dover guardare gli altri mentre fanno quello che vorresti fare tu, non è giusto vedere il proprio corpo appassire su una carrozzina. Continua a leggere Uno scopo.

Rompersi il collo.

Tutto si muove a rallentatore, come se una telecamera che solitamente riprende una partita di calcio stesse facendo la moviola del mio salto mortale, e mi accorgo da subito di non aver impresso abbastanza forza nello slancio che mi permetterà di completare il giro.

Non allungo le braccia per parare l’urto imminente e vedo la terra capovolgersi, chiudo gli occhi e atterro con tutto il peso del corpo sulla testa; non c’è nessuna vita che si srotola tipo pellicola cinematografica davanti ai miei occhi, nessuna luce mistica alla fine di un tunnel scuro e nessun grido di dolore, tutto è annichilito dalla scossa terribilmente reale che sento nel collo e dalle formiche che tutto ad un tratto abitano ogni parte del mio corpo. Continua a leggere Rompersi il collo.

Vita.

Oggi è il classico giorno in cui scrivere è l’unico modo che ho per dare sfogo alle emozioni che sento nel cuore, e è di vita che intendo scrivere oggi. Quasi come se ci stesse prendendo per il culo il 2013 è partito nel peggiore dei modi, schiaffandoci in faccia la morte di un ragazzo di soli diciotto anni a soli due giorni dal suo inizio. Un ragazzo che ha lasciato famiglia, parenti e amici devastati dal dolore, che ha cercato di fuggirlo nel peggiore e, purtroppo, nel più definitivo dei modi. Non è la prima volta che vi dico quanto importante e preziosa sia la vita, ma oggi come non mai, in un mondo in cui non sembra esistere più nulla di giusto, sento il bisogno di scrivere cose che non ho mai detto a voce ma che spero vi possano aiutare. Continua a leggere Vita.

Buone feste?

 

Sono passati più di due mesi da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, due mesi durante i quali post frivoli si sono alternati con post più “profondi” e in cui, con mia grande gioia, molti di voi hanno gratificato il mio impegno con parole splendide. Sono sicuro di non essere sempre stato all’altezza dei complimenti che mi avete fatto, possono dimostrarlo per esempio la mia discontinuità nel pubblicare post e la difficoltà che spesso incontro quando devo spiegare un concetto, ma credo di essere ugualmente riuscito a far passare i messaggi che volevo vi arrivassero. Questo piccolo spazio in rete non è mai stato solamente un diario personale a cui poter confidare  le mie gioie e i miei dolori, questo è stato il mezzo attraverso il quale voi che lo leggete avete imparato a conoscere una parte di me che tenevo nascosta e avete condiviso, sebbene solo grazie all’immaginazione, la mia stessa visione della vita. Continua a leggere Buone feste?

Il gemello cattivo.

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Quante cose vorrei fare e non posso, quante volte devo dire no con la bocca mentre il mio cuore grida “si, facciamolo subito!”. Mi sembra di essere costretto a condividere una cella con un compagno sgradevole che condiziona le mie scelte e allo stesso tempo esalta parti di me che altrimenti rimarrebbero nascoste. Non ho avuto scelta, la vita mi è toccato affrontarla senza nessuna preparazione quando avevo sedici anni, ho dovuto fare i conti con la realtà quando a tutti era concesso sognare e soprattutto ignorare che al mondo ci fosse anche la sofferenza, che ci fosse un cambiamento così grande dietro un azione così piccola. Continua a leggere Il gemello cattivo.

Rimpianti.

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Ho appena finito di guardare il film “Happy Family” per la seconda volta, e oltre alla scena del pianoforte, che ritengo bellissima, mi ha molto colpito il momento in cui Ezio e Caterina sono l’uno di fronte all’altro e guardandosi pensano la stessa cosa: “Vorrei baciarla, ma ho paura a chiederglielo.” Da qui è partita la mia riflessione, mi sono chiesto quante cose non avessi fatto nella vita per paura delle conseguenze, quante cose non avessi detto per timore di come avrebbero reagito le persone a cui erano indirizzate e con amarezza ho ammesso a me stesso che erano così tante che non sarei nemmeno riuscito a contarle. Continua a leggere Rimpianti.

Find a cure.

Oggi leggevo un articolo che in poche parole elencava le cose positive dell’essere disabile, la prima cosa che ho pensato è che chiunque lo abbia scritto dev’essere chiaramente un pazzo, come se avere un cartellino che ti permette di parcheggiare vicino all’entrata di un centro commerciale fosse così bello da spingere le persone a spezzarsi la spina dorsale per averlo. Continua a leggere Find a cure.

Dream Big #2.

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Sarò anche “imprigionato” su questa sedia, ma niente può impedire alla mia mente di volare con la fantasia, di immaginare un futuro fantastico e di godermi la gioia che ne deriva. Allacciatevi le cinture, si parte per una nuova avventura!

Affondo il piede sull’acceleratore, il vento mi spettina i capelli mentre i 570 cavalli della mia Ferrari 458 Spider “Blu Pozzi” mi galoppano nella schiena facendomi venire un piacevole brivido lungo la schiena, sorrido mentre scalo dalla quinta alla seconda per effettuare un sorpasso da manuale e l’unica cosa a non essere sovrastata dal rumore del V8 è il grido che mi rimbomba in testa: LA VITA è BELLA! Continua a leggere Dream Big #2.

Schizophrenia.

Sono le 17 e 30 di domenica sera e c’è già buio pesto, mio padre domani torna in Ucraina e io ricomincio ad andare a Roma in aereo. Il viaggio in aereo è poco impegnativo fisicamente ma,  essendo un miscuglio di pianti disperati di bambini, rumore di macchine e chiacchiericcio di persone di solito ti fa arrivare a sera in pessime condizioni. Continua a leggere Schizophrenia.